Stare seduto sopra una panchina
Come un bambino ad aspettare
Un treno,
Uno qualunque non importa
Quale,
Uno che arriva e l’altro che riparte
Senza motivo,
Ad aspettar nessuno
Soltanto per guardare i finestrini
Con tutta quelle gente senza voce
Giocano ai mimi, e parlano col nulla
E pure se quel treno poi riparte
Soltanto un eco che ti muore
In gola
Come un bambino col mento sulle mani
Con gli occhi attenti che conta i suoi vagoni
E immagina di essere aquilone seguire il treno
Senza una ragione e fare un viaggio
Dove non arriva
E disegnare sopra i muri bianchi
Delle valigie con dentro dei bambini
Con nelle mani grandi palloncini, e alla stazione
La gente che saluta.
Sempre silente , sempre
Più silente,
silenteee sssiiii ssss.
Copyright Antonio Catalano aprile ’10
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