Odo i silenzi che fanno
Un gran rumore
E non riesco a fargli dare pace
…provo… mi rispondono giocando
Coi ricordi,
I melograni attaccati al muro
Il vento caldo, di un’estate arsa,
spighe di grano
Pronte per la pula
E nella strada puzza di fabbro
Ciuchi da ferrare
Sono arroganti diventano
Padroni, questi silenzi
Guidati dai miei occhi
Che scrutano impauriti
Verso il vuoto nascosto
Fra le pieghe del passato
Dov’è celato quello che un dì
Era futuro e sta’ alle spalle
E ogni tanto cerca di ferirmi
Disegnano.. diventano
Pitture per bambini, segni rupestri
Nascosti fra le grotte della vita
E dopo il fuoco rimasto sottocenere
Da sempre di quell’amore nato e mai
Sedato neppure quando facendo carte
False, immaginavo di dimenticarlo
Invece poi diventa mio fardello
Sempre pesante e sempre più importante.
Silenzi freddi portati qui da un vento
È gelo è freddo e l’unica coperta che mi
Può scaldare è quella che m’impone di
Aspettare, ma aspetto invano perché
Me l’han rubata il giorno che cominciai
Da solo a camminare.
Copyright Antonio Catalano aprile 2010
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