giovedì 17 giugno 2010

Il buco nero

Fili di voce che cantano una nenia
in una stanza che non ha più echi
timbri stridenti...unghie sopra i vetri
che scendono adunche per graffiare i sensi
forse lasciando segni assai profondi
segnano il passaggio dentro gli occhi
appassionati per le cose belle
terrorizzati da onirici pensieri
che stranamente ondeggiano a mezz'aria
alla ricerca di solidali appoggi.
Persino il sole ricco di coraggio
china i suoi raggi e se ne vuole andare
la luce è tenue e teme le presenze
che son padrone delle loro essenze
che solo gatti e cani possono sentire
le voci ondeggiano,calano, e dopo salgono
come se il mare ne guidasse il moto
e rompono la pace nello spazio
facendolo sembrare così nico
da diventare come un buco nero
grande una biglia come per giocare
in un puntino tutto ci può stare
anche una casa da dimenticare

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