Lui sta quattato sopra il mio tappeto
Col muso sopra poggiato sulle zampe
Guarda sottecchi fa finta di dormire
Alza il suo capo, mi lecca, e si rimette
A posto, guaisce piano e poi mi
mi guarda come se capisse
E tu ricordi…ricordi gli inverni nel cortile
E la bialera che scorreva accanto, un freddo
Cane senza i miei guantini, e quei guantini
Chi li l’avuti mai,
le dita fredde senza remissione
E con il fiato venivano scaldati mentre piangevo
E maledivo il giorno.
Un gatto grigio a cui tagliavo i baffi, e barcollava
Il povero gattino
E poi le ortensie quando in primavera ornavano
Il cortile fatto in sassi,
e si sentivano le urla delle
Mamme sempre in tensione e senza una ragione
E c’era Anna in fregola continua
in cerca di marito da bambina
e per passare il tempo dell’amore
Solo al dottore gli andava di giocare
si mostrava
Senza alcun pudore davanti a me
che stavo li a giocare
A cinque anni al gioco dell’amore.
Le sigarette vendute ad una ad una,
le belle donne
con il tacco a spillo,
il tabaccaio suicida per amore
Alla fermata i soliti vecchietti,
con questo pullman
Che non arriva mai
nella capanna fatta di coperte
A cinque anni si gioca a papà e mamma,
con le bambine
Senza mutandine, subito dopo pane e marmellata
Profumo di ciliegie ormai scordate,
ma regalate dietro
Le inferriate qui non si entra la mamma mia non vuole
Meridionali tutti coi coltelli.
Cani randagi, e senza più un collare uomini al sole
A spaccare sassi,
donne arrabbiate con i figli in braccio
E poi davanti a veditor di frutta contare i soldi, contare
La miseria
a fine mese è sempre cosa seria, i soldi in prestito
Per curare un figlio,
bastava un raffreddore per morire
E quando infine non riesci a mantenerlo
Lo mandi in ospedale per mangiare,
anche una suora che ti fa campare
La chiami mamma al posto di morire
Le primavere si sono fatte in tante e sono qui
A raccontarmi tutto,
con le stagioni che passano
Cantando la solita canzone
della vita, che il tempo
Passa, che chiude le ferite,
questa è la vita che ci vogliamo fare
Luoghi comuni fatti per servi, senza
cervello e sempre remissivi
Nessun orgoglio nemmeno per i figli,
questa è la vita che ci fanno fare
ma quella vera, la fanno solo
loro i prepotenti i ricchi sfruttatori,
quelli che dicon che siamo
tutti uguali per farci vivere come dei maiali
Argo stai fermo dai non t’arrabbiare,
ma resta sveglio non farti
Più fregare…e poi mi dicono dai non t’adirare
Copyright Antonio Catalano maggio 10
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