mercoledì 30 giugno 2010

AL MARE CON ARGO

Argo è felice se lo porto al mare,
gli piace fare corse dentro l'acqua
ha sempre un modo suo per ringraziarmi
quando ritorna per riportar la palla
mi fa le feste e lecca la mia mano.
e ora  è stanco, si mette qui quattato
comincia ad ansimare poi guarda
il sole e gioca col tramonto
cercando di seguire con lo sguardo
il sole a mollo che lento lo saluta.
Stasera mi sembrava un po' stranito
la luna che sognava fra le onde
le stelle che mandavano messaggi
e un pianoforte suonava da lontano
una chitarra chissà forse invaghita
faceva compagnia al lento andare
una canzone di un vecchio pescatore
Argo ora è triste, ha messo il suo muso
sulle zampe, e poi mi guarda cercando
una carezza socchiude gli occhi
e pensa alla sua terra, al suo passato
giocando coi bambini che son cresciuti
e diventati grandi.
Guarda lontano...verso l'orizzonte
vede passare lucciole  di mare
che sono barche accese di lampare
si fan segnali solo al lungo andare.
Stà là la terra che vuole ritornare
guaisce, soffre, gli viene di cantare
quella canzone che lui sente suonare
ma Itaca è un sogno e non si può tornare
è dolce è amaro, solo mirare  il mare
dove si annega... sempre  per amore.

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