Di che colore gli stracci del Signore
Giocati a dadi dai servi del potere
Gettati a terra ad aspettare il fato
Magari di finire fra le mani
Di meretrici per coprirsi il sesso
Scoperto dalle accuse di quei puri
Che son potenti solo con i servi.
Vesti sgualcite e sporche di sudore
Segno di un passato assai presente
Che lingua parlano i figli della terra
Quelli gettati a fare da concime
Nelle favelas,
a Città del capo o in africa orientale,
com’è diverso
Il sangue dei cinesi, da quello versato
Dai palestinesi,
e come giocano I figli degli oppressi,
quando i fucili li usano i bambini
giocando a fare i morti con i grandi,
mentre i potenti usano gli schiavi
per diventare ricchi, e più violenti
che cosa c’è nel sangue dei potenti
così diverso da quello che ho io
e cosa ho fatto per non avere un Dio
Me l’han rubato quando sono nato
Nella capanna per due non c’era posto
Ed hanno scelto colui ch’era già morto
E non poteva certo dargli torto
Siamo gli stracci da giocare a dadi
Per arricchire quelli del potere
Copyright Antonio Catalano giugno
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