C'è un vuoto immenso
dove c'era un lago
dove al mattino cigni innamorati,
facevano
la spola per amore,
per regalarsi
sin dal primo sole,
bocconi dolci
quasi al primo bacio
e sottovoce
cantavano le viole, i loro petali
baciati dalla brezza,
e si stendevano
quasi fosse letto sopra le foglie
pronte a riposarle,
e si svegliavano
papaveri assonnati
al canto del suo vento
intorno al grano,
che rigoglioso
offriva le sue spighe,
a giovani ragazzi innamorati.
e c'erano persino gli usignioli
che dispensavano
violini al primo sole al canto
dolce di pettirossi implumi
e stormi d'api pronte per il miele
la primavera cantando camminava
in riva al lago, e dispensava fiori
in ogni dove, e le primizie di frutti
ancora in culla.
Ora è deserto il lago.. se ne andato
e il grande mago che là s'era sdraiato
in un deserto adesso se svegliato
non è bastato il sogno di un bambino
a far tornare la dolce primavera
che sta morendo nascosta come un ladro
dietro un cespuglio arso e senza vita
pensava che bastasse la speranza
la voglia della vita, e dell'amore
ma poi d'un tratto quando il sole
muore poco per volta gli si ferma
il cuore, e poi lo mette dove c'era
il lago vicino al mago
che proprio adesso muore
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