giovedì 24 giugno 2010

La Ballata del Lago del Mago

C'è un vuoto immenso
dove c'era un lago
dove al mattino cigni innamorati,
facevano
la spola per amore,
per regalarsi
sin dal primo sole,
bocconi dolci
quasi al  primo bacio
e sottovoce
cantavano le viole, i loro petali
baciati dalla brezza,
e si stendevano
quasi fosse letto sopra le foglie
pronte a riposarle,
e si svegliavano
papaveri assonnati
al canto del suo vento
intorno al grano,
che rigoglioso
offriva le sue spighe,
a giovani ragazzi innamorati.
e c'erano persino gli usignioli
che dispensavano
violini al primo sole al canto
dolce di pettirossi implumi
e stormi d'api pronte per il miele
la primavera cantando camminava
in riva al lago, e dispensava fiori
in ogni dove, e le primizie di frutti
ancora in culla.
Ora è deserto il lago.. se ne andato
e il grande mago che là s'era sdraiato
in un deserto adesso se svegliato
non è bastato il sogno di un bambino
a far tornare la dolce primavera
che sta morendo nascosta come un ladro
dietro un cespuglio arso e senza vita
pensava che bastasse la speranza
la voglia della vita, e dell'amore
ma poi d'un tratto quando il sole
muore poco per volta gli si ferma
il cuore, e poi lo mette dove c'era
il lago vicino al mago
che proprio adesso muore

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