mercoledì 16 giugno 2010

I CANTI

Qualc'uno veglia su questi canti antichi
vengono sempre da posti assai lontani
dalle risaie di mondine stanche
dai campi di lavoro dei contadi
dalle fabbriche, rimosse o abbandonate
da quella ignavia che ci ha fatto schiavi
Da quei quartieri, dove il sole muore
e quando è sera non si fa l'amore
nessuno parla all'ombra dei lampioni
e si fà giorno senza una parola
se pure vivi in mezzo a tanta gente.
Qualc'uno veglia su quei canti muti
In Palestina dove il CRISTO MORTO
viene ammazzato cento, mille volte
e gli si nega di sedar l'arsura
di una giustizia fatta col fucile
dai prepotenti vestiti da colomba
ma dentro falchi rapaci micidiali
bestie assetate di inutili vendette
sopra le donne ed indifesi bimbi
che col futuro hanno chiuso il conto
A passi lenti si allungano le ombre
lunghi coltelli si affilano di notte
e si ripete la notte dei cristalli
in questa Europa fatta d'illusioni
conzano letti per nuovi cimiteri
CHE STIANO ALERTA I FIGLI DELLA PACE
da troppo tempo il suo canto tace
di tutto questo la bestia si compiace

Nessun commento:

Posta un commento