Sempre è presente
nella stanza mia.
Quando si trasforma
in un gran bosco
la vedo ora attraverso
una finestra in fondo a un viale
di foglie morte...gialle.
Alberi spogli e siepi rinsecchite
con attaccati,fogli
di carta scoloriti e stanchi.
Scorre un ruscello
in cerca di ristoro
le scarne sponde
giocano al silenzio
con l'acqua morta che
pensa a ciò che era.
Infondo al cielo ricci
di pensieri coprono
i raggi del sole ormai
in declino
e la signora che stava
alla finestra
cantava la canzone del villaggio,
e mi invitava
a fare un'esperienza con
l'arcolaio che stava lavorando.
E poi tornò a cantare
la canzone...
C'era una pulzella
tanto bella
che il sole ne divenne assai geloso
parlò al vampiro antico di paese
che la rapì,per farla poi morire
gettandola fra i rovi delle rose.
Il re dei boschi preso a compassione
salvò la vita di quel dolce fiore
ma fanciulla inerme e sfortunata
perse per sempre la sua gioventù
e dalla casa ormai non esce più.
E per nascodere questo antico guaio
gioca da sempre con questo suo arcolaio
per fare in modo di non stare sola.
Stammi vicino e non lasciarmi più
Così diceva guardandomi negli occhi
mi spaventavano gli sguardi del fantasma
nati per caso nella fantasia
e mi sentivo quasi affascinato
ma poi quel sogno non è più tornato
ma ogni tanto in questa stanza mia
tornano i boschi torna l'arcolaio
e la canzone del paese antico
che non mi lascia da quando vedo
il sole e sul balcone nascono le viole.
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