venerdì 25 giugno 2010

L' ARCOLAIO

Sempre è presente

nella stanza mia.

Quando si trasforma

in un gran bosco

la vedo ora attraverso

una finestra in fondo a un viale

di foglie morte...gialle.

Alberi spogli e siepi rinsecchite

con attaccati,fogli

di carta scoloriti e stanchi.


Scorre un ruscello

in cerca di ristoro

le scarne sponde

giocano al silenzio

con l'acqua morta che

pensa a ciò che era.


Infondo al cielo ricci

di pensieri coprono

i raggi del sole ormai

in declino

e la signora che stava

alla finestra

cantava la canzone del villaggio,

e mi invitava

a fare un'esperienza con

l'arcolaio che stava lavorando.

E poi tornò a cantare

la canzone...


C'era una pulzella

tanto bella

che il sole ne divenne assai geloso

parlò al vampiro antico di paese

che la rapì,per farla poi morire

gettandola fra i rovi delle rose.

Il re dei boschi preso a compassione

salvò la vita di quel dolce fiore

ma fanciulla inerme e sfortunata

perse per sempre la sua gioventù

e dalla casa ormai non esce più.

E per nascodere questo antico guaio

gioca da sempre con questo suo arcolaio

per fare in modo di non stare sola.

Stammi vicino e non lasciarmi più

Così diceva guardandomi negli occhi

mi spaventavano gli sguardi del fantasma

nati per caso nella fantasia

e mi sentivo quasi affascinato

ma poi quel sogno non è più tornato

ma ogni tanto in questa stanza mia

tornano i boschi torna l'arcolaio

e la canzone del paese antico

che non mi lascia da quando vedo

il sole e sul balcone nascono le viole.

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