giovedì 24 giugno 2010

I servi cechi

Non sono ancora diventati cani.

Hanno la lingua che tocca il pavimento.

La dignità ce l’hanno sotto piedi.

Han la coscienza regalata a caso ...

Da un padrone, che li prende a calci,

e son convinti che tutto vada bene

basta che hanno un posto nella cuccia

In una ciotola sporca e mai lavata.

Un pasto per un giorno e niente più.

E se in casa entrano dei ladri, rubano

tutto e spaccano stoviglie, basta leccare

le mani al nuovo capo e poi si sentono

portatori sani di nuove idee, e nuove prospettive

dimenticando che un tempo erano uomini.

E se ci sono in giro nuove passioni diventano

Loro i nuovi gran padroni ... ma sempre servi

di quelli che stan sopra ,

son servi cechi del grande capitale.

Il guaio è che non lo sanno ancora

e dicon sempre che...

loro i servi della gleba

sbagliano a pensare alla rivolta.

Sarà sbagliato ma io lo trovo giusto,

E glie lo dico proprio con gran gusto


Copyright Antonio Catalano giugno ’10

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