Quanto vorrei ...
che tu non fossi
stato figlio suo.
Sei messo li
nel campo dell'amore
a coltivar te stesso
... come un fiore.
E sentirò più tardi
il tuo profumo
quello di un figlio
che non vedrà suo padre.
Si ... questo è il ricordo
che m'ha lasciato
un padre che aveva un Dio
che non aveva moglie
e gli fu madre ..
.. la povera Maria.
Che va raminga a ricercarsi un figlio
abbandonato dallo stesso padre.
Ben mi ricordo,
quando tornava a casa
coi piedi sporchi ... segnati dalla strada
e dal dolore, ragadi profonde
e si vedeva il sangue
glie li lavavo dopo le curavo.
E gli dicevo: AMORE RESTA
NON ANDARE VIA.
Quante parole quasi mai ascoltate
e parla parla a tutta quella gente
ma tutto quanto non serviva a niente.
e poi gli insulti, derisioni offese
quasi sembrava che il ladro fosse lui
E sono qui che parlo col suo seme
che prima o poi
vorrà uscirene via
per farsi figlio di un padre
che sta in cielo.
Che si vergogna
di guardare giù poichè suo figlio
lo giudicherà.
martedì 14 febbraio 2012
venerdì 10 febbraio 2012
CANTO D'AUTUNNO
Qui c'è un profumo,
di foglie secche
cadute nella notte
su l'asfalto
E stanno inermi
quasi abbandonate
inumidite dalla foschia
che sogna
fra passi lenti sonnecchiosi
e stanchi
che le sgualciscono
senza una ragione.
E sotto i piedi le senti lamentare.
... Intorno è nebbia
che riabbraccia il mondo
e se lo stringe quasi fosse
un figlio che sta partendo
per un lungo viaggio
e il suo respiro sembra
quasi un pianto.
Diradano i colori
nella nebbia sembrano
anime dipinte da un'artista
che sogna sempre per rimanere
in vita ...
Come i ricordi
che giocano al passato
poichè il futuro adesso
se ne andato ...
Forse in altri lidi e in altri cuori
poichè tradito dal cambio
di stagione.
E sento amore ...
un lumicino in fondo
dove la strada con ...
Le ombre ... muore
di foglie secche
cadute nella notte
su l'asfalto
E stanno inermi
quasi abbandonate
inumidite dalla foschia
che sogna
fra passi lenti sonnecchiosi
e stanchi
che le sgualciscono
senza una ragione.
E sotto i piedi le senti lamentare.
... Intorno è nebbia
che riabbraccia il mondo
e se lo stringe quasi fosse
un figlio che sta partendo
per un lungo viaggio
e il suo respiro sembra
quasi un pianto.
Diradano i colori
nella nebbia sembrano
anime dipinte da un'artista
che sogna sempre per rimanere
in vita ...
Come i ricordi
che giocano al passato
poichè il futuro adesso
se ne andato ...
Forse in altri lidi e in altri cuori
poichè tradito dal cambio
di stagione.
E sento amore ...
un lumicino in fondo
dove la strada con ...
Le ombre ... muore
giovedì 26 gennaio 2012
NEVI D'AUTUNNO
Ricordi Elisa ... il posto delle more
quando l'autunno
era ancor bambino
e a piedi scalzi,
ci veniva incontro
senza un sorriso ...
Andava lentamente
e rispettoso giocava
a nascondino
in mezzo ai rovi.
Poi raccoglieva
il rosso delle more
e delle bacche
... lo dipingeva
sulle labbra tue
tenere e calde come
ciliege, baciate
dalla luna in primavera
e le tue gote, due rose rosse
buttate sulla neve
e abbandonate.
Ed una notte il gelo della brina
le ha sedotte sono rimaste
la per molto tempo ...
sempre più fredde
ad aspettare un raggio
mai arrivato.
Ricorda Elisa il tuo sorriso
che quasi caldo
come le tue mani,
coglieva il freddo, quello mio
e lo rinchiudeva
in quella cella che tu chiamavi
cuore ... forse fu amore
ma io
non l'ho sapevo
E poi le sere,
con fuori il freddo,
la neve che cadeva
dolcemente
noi dentro un bar,
a chiacchierare
tenendo nelle mani
un sol bicchiere
nel tentativo
di scaldarci il cuore.
che stava fuori
ad aspettare il tram.
Adesso ci troviamo dopo tanto
abbiamo gli occhi
ma non ci vediamo
le nostre rughe stanche
come gli occhi
sono più fredde
di quella neve antica
che sè posata
sopra i nostri cuori
se pure caldi
senton troppo freddo
come la neve caduta
in quell'autunno.
Quando le more
giocavano all'amore.
quando l'autunno
era ancor bambino
e a piedi scalzi,
ci veniva incontro
senza un sorriso ...
Andava lentamente
e rispettoso giocava
a nascondino
in mezzo ai rovi.
Poi raccoglieva
il rosso delle more
e delle bacche
... lo dipingeva
sulle labbra tue
tenere e calde come
ciliege, baciate
dalla luna in primavera
e le tue gote, due rose rosse
buttate sulla neve
e abbandonate.
Ed una notte il gelo della brina
le ha sedotte sono rimaste
la per molto tempo ...
sempre più fredde
ad aspettare un raggio
mai arrivato.
Ricorda Elisa il tuo sorriso
che quasi caldo
come le tue mani,
coglieva il freddo, quello mio
e lo rinchiudeva
in quella cella che tu chiamavi
cuore ... forse fu amore
ma io
non l'ho sapevo
E poi le sere,
con fuori il freddo,
la neve che cadeva
dolcemente
noi dentro un bar,
a chiacchierare
tenendo nelle mani
un sol bicchiere
nel tentativo
di scaldarci il cuore.
che stava fuori
ad aspettare il tram.
Adesso ci troviamo dopo tanto
abbiamo gli occhi
ma non ci vediamo
le nostre rughe stanche
come gli occhi
sono più fredde
di quella neve antica
che sè posata
sopra i nostri cuori
se pure caldi
senton troppo freddo
come la neve caduta
in quell'autunno.
Quando le more
giocavano all'amore.
giovedì 12 gennaio 2012
IL BEL NARCISO SUPER SILVIO PORNO
Mammà quanto m’hai fatto bello
Che perfezione… hai fatto un bell’Adone
Non c’è nessuna che possa mai negarsi
A questa mia potenza al dispiegarsi
Che pettorali, bicipiti da bestia e che sorriso
Che sguardo da maschione!
E poi guardate che attrezzo, che pezzo da novanta
Lo sventra papere sempre pronto e attento
Guardate..guarda..guar…CHI M’HA FREGATO
LA PROTESI ?…non fate i furbi…ridatemi la protesi ..BASTARDI…
Che scherzi sono questi… IO SONO IL PAPY tenetevelo a mente
sabato 31 dicembre 2011
LA MADRE ... ERETICA
Ecco ... il sangue, di un figlio fatto schiavo
nomato Re per ingordigia e sete di potere
negato agli uomini e fatto poi morire
confuso con la feccia messa in croce
un peccatore, un bestemmiatore.
Non avrai pace per questo tuo delitto.
e quante madri non ti perdoneranno
per il dolore che tu gli comminasti
e ad ogni segno delle prima doglia
terranno stretti al cuore il loro
figlio per impedirti di portarlo via
tanto è il dolore che imprimi
al loro amore ... ma quale padre
per quanto sia crudele uccide il figlio
per la propria gloria!
Ed ora taci e non mi sai che dire.
Tu non rispondi non hai risposto mai
ai doli della gente, nemmanco i preghi
che vengono da terra
scuotono l'ignavia dei tuoi sensi.
Tu li vuoi servi,remissivi e schiavi,
prostrati e chini ai desideri tuoi
neppure io che moglie intanto fui
riesco a dar voce a questa bocca tua
sempre silente e muta al mio dolore,
quasi che fosse lo struscio di una foglia.
Lo so non conto e sono un'espressione
per te che il mondo lo bruci con lo sguardo
ma fui sua madre, se pure
nel deserto del tuo del sguardo.
Ebbi due cuori ... al tempo
nel mio grembo anche se tu
con me ti comportasti
mai come amante, neppure seduttore.
Entrasti come un ladro nel mio letto
senza aspettare che diventassi donna.
Mi regalasti al povero Giuseppe
come una merce da ricettazzione
In una notte tu m'inseminasti
senza un sorriso nemmeno una carezza
io fui violata senza tenerezza
divenni madre senza essere donna.
Come un viandante in cerca di sollazzo
senza calore, nonostante bella
nemmeno un bacio sopra i seni miei
se pure nei miei sogni dolci e puri
sentivo i desideri della carne,
la donna è donna e vuol bruciare d'amore.
Non hai voluto che diventassi moglie
soltanto madre ... per ammazzarmi il figlio
e le sue spoglie le lasci abbandonate
in una terra che l'ha voluto morto.
Come se questo non ti bastasse ancora
han fatto scempio di questo figlio mio
hanno strappato la carne alla sua carne
donando ai cani il resto delle ossa.
E tu zitto ... mai una parola un gesto
in difesa in onore suo quasi...
che fosse il figlio di un nemico.
Abbandonato a terra come sterco
in mezzo ai vermi a concimar la terra
Perchè non lo uccidesti ancora infante
al tempo dell'Erode infanticida
avresti avuto almeno l'attenuante,
e in tutto il tempo io mi sarei scordata
se pure quel dolore non si scorda.
Ma tu non senti, sei troppo intento
ad ascoltar lusinghe degli adepti tuoi,
giudici incolti della giustizia vera,
pronti a condannare anche l'amore
e già m'accorgo mi guardano in cagnesco,
poichè difendo il sangue del mio sangue.
Ma che pretende l'anima mia soltanto
se manco i figli ( e tutti quanti insieme)
della tua terra infame
pregano sempre soffrendo pene e inferni
ed i sollievi sono a fine vita
riescono a svegliarti dal torpore.
Quando la terra su cui li hai messi al mondo
non offre loro mai di che sfamarsi
e il sole arde scarseggiando l'acqua
e fame e sete li uccidono col tempo
mentre i potenti, i prediletti tuoi
li fanno schiavi per diletto loro.
E tu mi tratti come fossi Eva
che la mandasti via da casa sua
per un errore che non aveva senso
anche sul danno c'è molto da ridire
in fondo è vero che nel paridiso
ci vanno solo i pavidi e i potenti
chi si ribella, chiedendo solo amore
viene bruciato dall'orrenda pira
e la speranza è cenere nel vento.
Ma non importa, io rimango qui
ad aspettare che passi il mio nemico
sul bordo del mio fiume, di così che fra
folaghe e gabbiani , fra tangheri e rami
di alberi morenti, veda arrivare sopra
una barca con la vela bianca una giustizia
che non sia violata, ne comprata , ne manco
sedotta da sirene false.
Su quella barca l' anima di un figlio
e accanto a lui i giovani dei tempi,
sempre sereni verso nuovi lidi
senza portare su le loro spalle
il peso di una croce lorda di sangue
e di ingiustizie umane, volute da
Un Eterno senza cuore ...
ORA PUNISCIMI SE TROVI UNA RAGIONE!
nomato Re per ingordigia e sete di potere
negato agli uomini e fatto poi morire
confuso con la feccia messa in croce
un peccatore, un bestemmiatore.
Non avrai pace per questo tuo delitto.
e quante madri non ti perdoneranno
per il dolore che tu gli comminasti
e ad ogni segno delle prima doglia
terranno stretti al cuore il loro
figlio per impedirti di portarlo via
tanto è il dolore che imprimi
al loro amore ... ma quale padre
per quanto sia crudele uccide il figlio
per la propria gloria!
Ed ora taci e non mi sai che dire.
Tu non rispondi non hai risposto mai
ai doli della gente, nemmanco i preghi
che vengono da terra
scuotono l'ignavia dei tuoi sensi.
Tu li vuoi servi,remissivi e schiavi,
prostrati e chini ai desideri tuoi
neppure io che moglie intanto fui
riesco a dar voce a questa bocca tua
sempre silente e muta al mio dolore,
quasi che fosse lo struscio di una foglia.
Lo so non conto e sono un'espressione
per te che il mondo lo bruci con lo sguardo
ma fui sua madre, se pure
nel deserto del tuo del sguardo.
Ebbi due cuori ... al tempo
nel mio grembo anche se tu
con me ti comportasti
mai come amante, neppure seduttore.
Entrasti come un ladro nel mio letto
senza aspettare che diventassi donna.
Mi regalasti al povero Giuseppe
come una merce da ricettazzione
In una notte tu m'inseminasti
senza un sorriso nemmeno una carezza
io fui violata senza tenerezza
divenni madre senza essere donna.
Come un viandante in cerca di sollazzo
senza calore, nonostante bella
nemmeno un bacio sopra i seni miei
se pure nei miei sogni dolci e puri
sentivo i desideri della carne,
la donna è donna e vuol bruciare d'amore.
Non hai voluto che diventassi moglie
soltanto madre ... per ammazzarmi il figlio
e le sue spoglie le lasci abbandonate
in una terra che l'ha voluto morto.
Come se questo non ti bastasse ancora
han fatto scempio di questo figlio mio
hanno strappato la carne alla sua carne
donando ai cani il resto delle ossa.
E tu zitto ... mai una parola un gesto
in difesa in onore suo quasi...
che fosse il figlio di un nemico.
Abbandonato a terra come sterco
in mezzo ai vermi a concimar la terra
Perchè non lo uccidesti ancora infante
al tempo dell'Erode infanticida
avresti avuto almeno l'attenuante,
e in tutto il tempo io mi sarei scordata
se pure quel dolore non si scorda.
Ma tu non senti, sei troppo intento
ad ascoltar lusinghe degli adepti tuoi,
giudici incolti della giustizia vera,
pronti a condannare anche l'amore
e già m'accorgo mi guardano in cagnesco,
poichè difendo il sangue del mio sangue.
Ma che pretende l'anima mia soltanto
se manco i figli ( e tutti quanti insieme)
della tua terra infame
pregano sempre soffrendo pene e inferni
ed i sollievi sono a fine vita
riescono a svegliarti dal torpore.
Quando la terra su cui li hai messi al mondo
non offre loro mai di che sfamarsi
e il sole arde scarseggiando l'acqua
e fame e sete li uccidono col tempo
mentre i potenti, i prediletti tuoi
li fanno schiavi per diletto loro.
E tu mi tratti come fossi Eva
che la mandasti via da casa sua
per un errore che non aveva senso
anche sul danno c'è molto da ridire
in fondo è vero che nel paridiso
ci vanno solo i pavidi e i potenti
chi si ribella, chiedendo solo amore
viene bruciato dall'orrenda pira
e la speranza è cenere nel vento.
Ma non importa, io rimango qui
ad aspettare che passi il mio nemico
sul bordo del mio fiume, di così che fra
folaghe e gabbiani , fra tangheri e rami
di alberi morenti, veda arrivare sopra
una barca con la vela bianca una giustizia
che non sia violata, ne comprata , ne manco
sedotta da sirene false.
Su quella barca l' anima di un figlio
e accanto a lui i giovani dei tempi,
sempre sereni verso nuovi lidi
senza portare su le loro spalle
il peso di una croce lorda di sangue
e di ingiustizie umane, volute da
Un Eterno senza cuore ...
ORA PUNISCIMI SE TROVI UNA RAGIONE!
giovedì 29 dicembre 2011
NATALE A TORINO 1958
E non dirada mai ...
la nebbia.
Su questo mio natale
sempre freddo.
Fatto di fantasmi, di delusioni
e di ricordi.
Di mandarini bruciati sulla stufa,
quasi sempre fredda e poco amata
e panni stesi in una stanza.
L'odore del sapone dentro l'aria.
Senza mai un sogno.
Con la finestra
sola e senza luce.
E il capodanno stretto nella brina
e senza doni, coi platani rivolti
verso l'alto quasi alla ricerca
di un motivo, o d'una scusa
per sentirsi vivi.
Le mani in tasca, e senza guanti
il freddo sulla faccia diventava brina
la bocca che tremava per il gelo
gli occhi piangevano, ma io non lo sapevo
Natale c'era e io non lo vedevo
la nebbia.
Su questo mio natale
sempre freddo.
Fatto di fantasmi, di delusioni
e di ricordi.
Di mandarini bruciati sulla stufa,
quasi sempre fredda e poco amata
e panni stesi in una stanza.
L'odore del sapone dentro l'aria.
Senza mai un sogno.
Con la finestra
sola e senza luce.
E il capodanno stretto nella brina
e senza doni, coi platani rivolti
verso l'alto quasi alla ricerca
di un motivo, o d'una scusa
per sentirsi vivi.
Le mani in tasca, e senza guanti
il freddo sulla faccia diventava brina
la bocca che tremava per il gelo
gli occhi piangevano, ma io non lo sapevo
Natale c'era e io non lo vedevo
domenica 18 dicembre 2011
... E MARIA SOGNA
Stava lavando i panni come serva
In una casa di ricchi benestanti.Sentiva le sue ossa scricchiolare.
Quanta fatica per poter mangiare.
E gli passava la voglia di cantare,
da quando Jesus l’aveva abbandonata
almeno cento anni era invecchiata.
Rughe profonde e macchie sulla pelle
come conviene ai figli del suo mondo.
Con gli occhi stanchi in bocca pochi denti
sudava come sempre al lavatoio.
Sognava ad ogni ora di rivedere il figlio
di tanto in tanto per sentirsi viva parlava
col ragazzo che non c’era…
Chi l’ha sentita
smaniare come un folle
racconta ancora
le raccomandazioni:
Gesù non correre
potresti farti male!
Alla bottega va aiutare Il padre!
Non far dispetti alle ragazzine!
Presto al ritiro e non tornare tardi !
E di a tuo padre di comprare il pane.!
E poi di colpo gettava
i panni all’aria.
Lo sai? Piangeva , si buttava a terra
e tutto questo, ogni santo giorno.
Del figlio morto non si dava pace
un figlio è figlio e il cuore mai…SI TACE!
Mangiava solo una volta al giorno
E poco, poco, come uccellinoCiò che bastava per rimanere in vita.
Era di sera, che si sentiva morta
sulla finestra un vaso di ginestra
guardava il cielo dietro la finestra.
E dopo a letto sognando di morire,
tanta la fretta di rivedere il figlio.
Così una notte, in questa vana attesa
lei fu svegliata da una voce amata.
Si destò subito vide dall’angolo più
buio non certo un volto ma un teschio
che parlava, ma ella riconobbe il figlio suo.
La madre è madre e non si fa ingannare.
Lo vide affranto … e lo sentì parlare.
Il corpo ch’egli aveva … trasparente
evanescente, come un fantasma
in cerca di una casa.
Madre … Madre, lo so, non stai dormendo
ti sento triste e piena di dolore
ti sei emaciata, a causa del tuo pianto
ed è per questo che non trovo pace
in paradiso non riesco a riposare
è il tuo dolore non mi fa dormire
quieta se puoi questo tuo calvario.
Lo so, lo so che ti sono figlio,
e che tu vivi in questo tuo ricordo
ma dammi pace, non farmi più soffrire.
AMORE!!!!
FIGLIO, FIGLIO... COSA T'HANNO FATTO!
T'ho conosciuto, nonostante tutto …
Se pure il volto e tutto il corpo tuo
sono scomparsi e vedo solo ossa …
Quanto sei bello, è tanto sai che t'aspettavo io
io lo sapevo che non mi lasciavi, e prima o poi
io t'avrei rivisto … Ma come mai mi mangi
così poco … Sei così magro...
vuoi che ti prepari una focaccia?
Ma dimmi, dimmi com'è il paradiso,
col padre eterno tu, tu, tu ci hai parlato?
E alla destra poi ti sei seduto?
Che devo dirti … non l'ho ancora visto
sono tre mesi che lo sto aspettando
son messo li … seduto sul gradino
si passa il tempo a guardarsi intorno
a mezzogiorno poi si va a mangiare
un pasto strano che non sazia mai
si chiama manna ma non sa di niente.
Poi ogni tanto ci compare e parla
dal balcone e poi scompare.
Dicon ch'è prassi da 3000 anni
e a la sua destra non ci vuol nessuno
manco suo figlio.
Dice sempre:
piuttosto solo che male accompagnato
e mi sa tanto che m'ha turlupinato.
Che devo dire me ne son tornato.
Il paradiso è un posto assai noioso
non c'è nessuno che scambia una parola
musi sereni senza una ragione, guardan
la Luce che ogni tanto appare
dopo a letto assieme alle galline.
L'unica cosa che ci fan vedere
solo ogni tanto un poco di futuro
di quella gente per cui m'hanno ammazzato
e devo dirti ch'è molto scoraggiante
vedere l'uomo come s'è ridotto
e la sua terra come l'ha distrutta
e in paradiso c'è gente che deride.
MARIA:
Non ti curare t'ho lasciato il letto.
Io lo rifaccio tutte le mattine …
Ma il padre eterno magari avrà da fare
o la memoria ormai l'avrà lasciato
e di suo figlio magari s'è scordato
o non ha tempo, con quello che ha da da fare!
Resta con mamma che ti vuole bene.
I padri eterni son tutti assai boriosi,sono narcisi, prepotenti, e assai bugiardi
promettono tutto e non mantengon mai.
E quel mattino trovarono Maria
sul tavolo a dormire sembrava viva
ma era in paradiso …
Ad annoiarsi con il figlio suo
Morfeo 17-12-2011
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