Dondola qui nel solaio,
dove prima sedeva la donna,
che da tempo faceva la lana,
e guardava silente la luna
che suoi raggi nella stanza stendeva.
Dondola la sedia di legno,
col cuscino senza nessuno.
Quanto tempo è passato, rammenti?,
si contavano le primavere
disegnando sui muri, i ricordi,
dentro i vasi le primule e rose
e la mamma spiegava le cose.
Ai camini stavano stesi
i regali fatti per caso, ogni tanto...
eterni silenzi, dai fragori
che venivan dal bosco,
si parlava dei sette nani e
Biancaneve che li ha ormai lasciati,
per andare in altro paese
era tempo che finisse la lana
per potersene poi liberare
e la vecchia signora ormai stanca
ha deciso di chiudere il conto.
In un giorno caldo d'estate
mentre stava cantando i ricordi,
a una rana bagnata allo stagno
ha deciso di farla finita, e mentre tutti
eran andati in paese,
dal balcone ha voluto
lanciarsi, ha dovuto imparare
a volare...e la sedia che non se accorta
ricomincia ogni dì...dondolare.
E...dondola...don...dola...don...do...la...
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