Lo vedi...tu in questa stanza non sei
entrata mai...
ne tanto meno me lo
hai chiesto...
e forse non ti avrei dato,
mai il permesso...
e perché mai
avrei dovuto darti la chiave mia
che ho legato al cuore.
In questa stanza non
chiudo mai...le tende
voglio la luce, le ombre fan paura,
ho coltivato fiori al davanzale
che crescono
di notte anche loro,
come i pensieri, come i ricordi
che chissà come..
non sono morti mai
sai com'è...
non sono i sentimenti
che nascono in giardino
e forse durano
lo spazio di un mattino
e poi in fondo
per mantenerli devi coltivare
troppe cose,
devi concedere parte del tuo sole
e sino a quando questo lo si vuole?
Lo vedi...tutte le foto
che ho attaccate al muro
non c'è una che ti assomiglia
un po' soltanto...
un'ombra ma è quella
che m'hai preso
per ricordarti che ci sono anch'io,
e ti rifugi solo per paura dietro
il tuo Dio che non ti vuole bene..
.tu parli...lui tace
e poi d'altronde che ti deve dire...
fammi il favore non toccare niente
sopra il divano non ti sdraiare più
che me lo macchi solo d'ippocresia
e invece di donarmi l'allegria
dalla finestra getti la poesia,
ed per questo...
che non ti ho dato un nome.
Questo è il mio tavolo e non ci sono
fiori, poso ogni tanto per stare
in compagnia un semplice libro
di filosofia, poi noci secche
e una bottiglia d'acqua
tanto per placare la mia arsura
e sono stanco di sentirti dire
che sono io che non capisco te.
Questa è la stanza, ma essa è solo
mia, geloso come sono di me stesso
ed il motivo sta nelle mie cose,
ci sono vandali, che passano in silenzio
e uccidono i pensieri ancor bambini
non c'è un vagito che sia rimasto vivo
ci sono esseri nascosti fra gli umani
che sono bestie e questo non sanno
amare un uomo ci si perde tempo
figurati a capirlo..ci va l'eterntà
adesso vattene hai già visto troppo
dimentica che esisto...e vaffanculo
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