lunedì 9 agosto 2010

IL VIAGGIO

Io ogni tanto mi regalo un viaggio,
nessuno rida,
me lo faccio a piedi
ma corro con il treno
che  ho qui dentro
l'unico modo
per riempirne il vuoto
quanti vagoni uno dietro l'altro
e quanta gente..coi loro nasi
sopra i finestrini...
quanti di questi
non ci saranno più,
saranno scesi
alla stazione, col treno in corsa
che non si ferma mai...
E mi regalo anche il bigliettaio
tanto non pago
questo treno è mio
vedo viaggiare i treni di paese
arse campagne veloci come vento
e tante case e gente di fantasmi
e treni merci che
 stanno sempre fermi
e dai balconi la gente che saluta
 e in mezzo ai campi
vecchi contadini
aratri, buoi, cavalli, che tirando
sbuffano e c'è qualcuno
che taglia un grano
che non darà mai pane.
Intanto il sole stanco di brillare
concede
il letto a una nuova notte,
per tanti sogni
chiusi in cassetto,che
se lo apri ti fa sentire
stretto, un nodo in gola
...un viaggio maledetto

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