lunedì 9 agosto 2010

LA PANCHINA...( monologo )

Qui va a finire che ci passo quello che resta
della vita mia...
questo è il posto dove penso sempre...
ed  ogni volta mi vien voglia di partire
ormai la panca ha il legno rinsecchito
vengono i ragazzi qui a sedersi
fanno i disegni con il temperino
scrivono nomi, esprimono pensieri
sulla puttana che non glie l' ha data
mentre la vergine che l'ha data a tutti
è la più amata, la più desiderata, e si
è la solita ragazzata.
Quante ne ho fatte di sciocchezze anch'Io
e ogni tanto mi viene nostalgia, ma di che cosa
poi se dove stavo non c'era proprio niente
e man spiegato che era proprio tutto.
Qualche bicchiere una passeggiata
una cantata fatta nella nebbia e poi  a casa
a raccontare storie e si a quel tempo c'era
il cuore caldo senza un motivo
e senza un vero amore pure inventarlo
ci costava troppo...e poi ci dicono
quelli dei giornali che siam vissuti
sopra i nostri averi, abbiamo speso
più di quanto avevo ma che minchiate
se non avevo niente, manco una lira
per sentirmi vivo.
C'erano sere...solo come un cane
c'era l'idea di cambiare il mondo
e mi sentivo ricco come un re
e mentre i re facevano i quattrini
e si dimenticavano dei soliti tapini
Adesso invece il cane mi accompagna
e gioca ogni tanto con la sciarpa
che porto indosso anche se fà caldo...
ma quante volte mi è passato il tempo
davanti agli occhi quante fantasie
quanti pensieri, e quante costruzioni
mille avventure passate da coglioni
amici amiche, passate come ombre
quanti discorsi, e poche volte giusti
che dopo fatti dopo molti anni, hanno
più senso di questa vita fatta, vissuta
mille volte e mille volte morta, come stagioni
che passano negli anni...
E quando agli occhi arrivano le nebbie
ti rendi conto di quanto questa vita
è proprio brutta, non mi è rimasto
manco più un ricordo con cui posso
giocare, quando all'orizzonte cala
il sole, gli alberi si vestono di rosso
e i prati si nascondono nel buio,
senti il profumo dell'erba da bambino
e abbracci le tue mani tra le mani
adesso che non mi è rimasto nulla
niente, lavoro, niente di pensione
manco una carezza per morire.
Quanti sorrisi..facce, e passano
veloci anche quei volti, amati, odiati
quelli arrivati senza una ragione
e degli amori non ti è rimasto niente
manco un ricordo qualche sensazione
un tradimento un senso di vendetta
dissolta si ma ti fà incazzare, e tu non sai
manco dov'è finita, ma forse è questo
che mi tiene in vita...
E' la panchina che forse mi tradisce
mi da la sensazione che seduto
il mio pensiero se ne va lontano
ed è veloce come la mia vita
che come sabbia mi sfugge, e s'allontana
come fosse luna gli corro dietro
e lei mi lascia solo e non mi ascolta
neppure se la chiamo
L'unica cosa che è rimasta a posto
e la panchina su cui si scrive tutto
non dice niente e aspetta sempre qui
e se per caso un giorno non tornassi
io sto tranquillo, tanto lei non parla...
certi segreti restano fra noi

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