Chissà se i campi della terra mia
son sempre là ...
ad aspettare me
che ho fatto la promessa di tornare
magari vecchio...
prima di morire
vedere il mio tramonto...
fra uliveti
o fra le foglie dei vigneti ...
o fra l'andare di ciuchi..
magri e stanchi...
o fra i braccianti, stufi di zappare.
Ma io li sento il cigolar dei carri
i lunghi hoo, per mandare avanti
i muli, pigri,
gli schiocchi di comando
a quei cavalli troppo orgogliosi
per lavorare ancora.
Chissà se quelle case
bianche come latte
avranno la pazienza di aspettarmi,
e quei selciati bruciati
da l'arsura
avranno voglia di farmi camminare
forse le chiese, coi loro campanili...
se ci saranno ancora quei fienili
ricchi di odori e pieni colori
quando le donne con i loro
bimbi andavano al mercato
per guardare
quando arrivava
la merce meno cara.
E la stazione che
non e mai cambiata
quella di certo...lo so è ancora là
forse mi aspetta...e forse ...forse
se mi vedrà arrivare
sarà quel giorno
che io non ci sarò...
senza un tramonto
e manco un chicco d'uva...
però il sole...
sulle case bianche,
sopra i miei campi,
e sopra quei
lastroni continuerà a bruciare
senza me
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