Avevo già passato tutta una giornata d'emozioni
me ne ero andato assieme alla ragazza, proprio in collina
alla Maddalena, una passeggiata niente male peccato
che al ritorno dal gelato, con la mia auto, ero scivolato
proprio sulla ghiaia del selciato e nonostante me ne andavo
piano stavo finendo infondo ad burrone, ma per fortuna
senza una ragione sono finito contro un terrapieno, ci sian fermati
e dopo rinfrancati siamo tornati a valle. E dopo avere accompagnato
a casa quella ragazza, tutta spaventata, stavo facendo la strada del ritorno
e canticchiavo la solita canzone che ripetevo, perché non la sapevo.
Era già già notte ma non molto tardi , era una sera lucida e serena
e stava in cielo la bella luna piena che illuminava tutta la mia strada
e mi faceva molta compagnia.
E costeggiando la via del cimitero con molta distrazione a dire il vero,
vidi una ragazza che seduta faceva l'autostop sul marciapiede,
era carina, capelli neri e due occhioni chiari come acqua sembravano
due fari nella notte, ed uno sguardo che m'impressionava ,
un'espressione che non so spiegare, e un volto bianco
quasi come luna.. ma era dolce sai... come nessuna.
Così decisi di dargli quel passaggio a quell'età ne avevo di coraggio.
Salì... si presentò sono Sabrina, e ti chiedo scusa...ora è già tardi
devo andare a casa. Mi diede l'indizzo, e raccontava...tutte le cose
della vita sua , ma raccontava tutto al suo passato, e mai un cenno
per il suo presente, oppure a caso per il suo futuro.
Mentre guidavo la seguivo appena aveva un po le gambe
rovinate c'eran dei graffi, e dopo sopra il viso segni lividi
e aveva mani fredde ma non ci feci caso che volete era
una ragazza e mi bastava.
Un vestitino corto, ma elegante, la camicetta bianca e una collana
fatta di perline colorate, un seno piccolo ma aggraziato, ma che volete
sono le cose che osservavo io, e se per caso sembrava troppo fredda
ai tempi miei di certo, ci avrei pensato io.
Così scambiando qualche parolina, noi due arrivammo a destinazione.
Era una villa al centro di città corso Vittorio forse giù di lì
e poi mi chiese se non disturbava, se avevo voglia di aspettarla
un po' magari dopo...per un'altro giro magari a cena...e dopo...
il dopo cena...quella ci stava mannaggia la matassa.
Così decise e così poi fece.
Io m'accostai vicino al marciapiede, attesi un'ora poi ne attesi due,
e poi alla fine io m'addormentai per fare sogni, che non vi posso dire.
Era già l'alba, e dopo fui svegliato, da un richiamo a voce alta
e ricca d' insistenza, vidi una donna tutta scapigliata, con gli occhi lucidi
con una foto in mano e riferendosi a me con molto garbo mi raccontò
la storia che vi conto.
Veda signore Sabrina, quella che ha portato è figlia mia, anzi lo era
un giorno, fù violata e dopo uccisa da un gruppo di bastardi e il ragazzo
sapeva tutto e non disse niente, cosi da anni quando è pieno di luna
torna a cercarlo, e sino a quando non l'avrà trovato, dopo cercato
se ne torna a casa, ora l'hai vista... a me è venuta in sogno e mì' ha informato
di dirti che si scusa, non può tornare, che se ne torni a casa, e che dovrò
per ringraziamento dargli un saluto, un bacio sulla guancia, e che in seguito
non la disturberà.
E poi descrisse tutti i suoi vestiti, la sua camicia e la collanina, e poi ancora
perché fossi convinto, mostrò la foto della sua Sabrina...Si...si..è la stessa
che ho portato qui questa mattina...è quasi un mese che non dormo più
e a casa torno molto molto presto..e quella strada...l'ho dimenticata
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