martedì 17 agosto 2010

L'ORSACCHIOTTO DI PELUCHE ( Le novelle di Morfeo - noir...) ( Atto terzo )

Quando vide davanti alla porta quella signora leggermente trasandata con gli occhi ancora lucidi di pianto col volto in sofferenza si rese conto, quasi per intuito di trovarsi davanti una madre, dalla cui bocca poteva uscire qualunque cosa. E subito chissà perchè cominciò a ripensare a tutto quanto era accaduto alla sua piccola Gloria ai suoi sogni, ricorrenti, a quella bambina che ogni tanto camminava per caso provocando non pochi problemi, a quella donna anziana che in ospedale compariva e poi scompariva,ai lividi che Gloria si ritrovava sulle carni senza una maledetta ragione, alle notti di terrore che passava quando quel maledetto orsacchiotto rimaneva nelle sue mani alle febbri continue e alla loro scomparsa non appena si allontanava dalla bambina, una semplice vita d'inferno insomma uscire dall'ospedale non aveva certo contribuito a risolvere nemmeno uno solo di quei problemi poi d'un tratto i suoi pensieri vennero rotti da un voce flebile ma ferma...
Buon giorno...signora sono la mamma di Pamela, la bimba morta in ospedale...un brivido freddo percorse
la schiena della mamma di Gloria.
Fu fatta entrare in casa e cominciò a raccontare che sin dal primo giorno della sua morte la piccola Pamela rivendicava il proprio orsacchiotto e che non avrebbe avuto pace sino a quando il suo giocattolo preferito non sarebbe tornato a lei, nello stesso tempo sempre nel sogno informava che so doveva andare in ospedale
per ritrovarlo, ed era molto arrabbiata perché un'altra bambina si era impossessata del suo giocattolo.
Continuando il proprio racconto disse che era andata in ospedale per ritirare il giocattolo e gli fù riferito che era stato preso da un 'altra bambina  chiese dell'indirizzo, ed era per quel motivo che si trovava li.
Anche la madre di Gloria raccontò quanto accadde alla sua piccola e convenirono che occorreva fare in modo di far tornare l'orsacchiotto alla legittima propretaria prima che accadessero altri eventi più gravi.
Occorreva quindi fare aprire al più presto la tomba della piccola Pamela.Passò naturalmente un po' di tempo
per il disbrigo delle pratiche legali e nessuno andò a portare fiori freschi sulla tomba della piccola Pamela.
Quando andarono alla tomba videro attorno un intero roseto nulla di eccezionale si direbbe strano se questo accade in pieno inverno, ma le sorprese non finirono qui quando aprirono la bara di Pamela videro che aveva il sorriso sulle labbra...e le braccine aperte per accogliere il suo adorato...ORSACCHIOTTO...

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