giovedì 8 luglio 2010

La stanza dagli specchi fumait

Ma come è grande questa stanza
avvolta da sempre da grandi specchi scuri
ci sono ombrelli aperti, in questa sala buia
accompagnata ma solo a intermittenza
da sette abat-juor, soffondono luce
dedicate a tende che sono chiuse
da tempo incalcolato.
da specchio a specchio fantasmi d'altri
tempi si scambiano messaggi per giocare
i gatti neri con occhi da pantere si muovono
nervosi indispettiti, da quelle ombre
che urlano pensieri, e passano urlando
da uno specchio all'altro, non hanno
un corpo...spiriti puri, da volti assai inquietanti
qualche sorriso ma è solamente un ghigno
ci sono bimbi che fanno un girotondo
cantando una canzone senza senso
le loro voci acute come sono, passan
gli specchi e si trasforman in sogni
che sono incubi e non li fan volare
non fa mai notte e neppure giorno
e non ci sono stelle e manco lune
nemmeno il vento, o i petali dei fiori
che han  paura di venire fuori, nascosti
come stanno
tra le pieghe delle tende, e gli alberi
stampati sul soffitto diffondono speranze
ormai latenti, che sono le ragioni
dei perdenti

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