....Sono sceso infondo alla cantina...
rampa di scale di legno assai scosciesa.
Io fui svegliato nel pieno delle notte
da voce dolce ansiosa e molto fina
sembrava solo la voce di bambina.
Era insinuante, candida, e solerte
ma non chiamava, e non faceva il nome
parlava solamente e raccontava, la storia
di un dipinto abbandonato messo in cantina
senza una ragione, in una nicchia disegnata
apposta, fra ceste otri, e mobili in disuso
fra tavolame e bici fuori uso
e se volevo trovarla molto in fretta
avrei dovuto seguire la sua voce.
Era profonda la scala, ed arrivare
era un 'impresa tutta da provare
quanti scalini e tutti diseguali
qualc'uno rotto ed altri da evitare.
Qui c'è un'alone di luci e di misteri
legato ad ogni cosa che qui esiste
ed oggi oggetto ha storia antica
come una luce che entra di straforo
da una fessura che sembra una finestra
e mi fa strada come fosse un lume
ed il mio corpo si trasforma e vive
come di aria spirito latente,
e disegnando col corpo linee
strane, tocca con le mani oggetti
e cose, prendono vita ma per pochi
istanti, segnando la mia strada,
verso il quadro che da lontano
quello che stà dentro mi fa segno
che devo andare pure avanti
Era stagliata, splendente più che mai
in un dipinto a dimensione giusta
affinché dentro rimanesse tutta con le sue
forme prosperose, e belle con un sorriso
dominante, ed anche assai ammiccante..
E fu cosi che mi avvicinai cogliendo l'occasione
per liberare l'immagine impolverata
con un leggero alito di labbra apparve il quadro
in tutto il suo splendore.
Rossi capelli ed occhi di pervinca, due labbra
rosse come due ciliegie, guance di pesca
e sguardo ammaliatore,era avvolgente,
e ricco d'erotismo, una regina fatta per l'amore
era vestita un modo un po' succinta, due seni
turgidi, e in mezzo al centro delle coppe solo
una rosa rossa come fuoco,una vestaglia
avorio e trasparente da dove mi appariva tutto
il corpo, perfetto dolce, Venere di Milo. e le sue
gambe fra le trasparenze, sino il suo pube invito
a fare sesso
Ne fui turbato ma anche intimorito e cominciai
a porle le domande, almeno per capirne qualche cosa
che ci faceva un quadro così bello, nella cantina in mezzo
a quel macello...E cominciò a raccontarmi i fatti...
In questa casa, tanto tempo fà c'era un pittore
che dipingeva quadri, e fu una notte svegliandosi
da un sogno, prese una tela e cominciò a segnarla
Lui nel suo sogno vide una fanciulla che tale e quale somigliava
a me, prese i pennelli e mi diede vita, passarono sei lune
prima che finisse, e quando l'opera venne terminata
ne fu estasiato, non volle più staccarsi.
Passava giorni, notti, e ancora notti, solo a guardarmi
a darmi tanti nomi e poi decise di chiamarmi Eva
e non contento cominciò a pregare, chiedendo che
il colore diventasse corpo perché voleva possedermi tutta
gustare la mi carne in ogni modo, con il dipinto voleva fare
sesso.
E fu così che il il Dio delle pitture si prese a compassione
dell'artista
e trasformò il dipinto in carne e ossa soltanto un mese
e non un giorno in più.
Furono notti di passione vera, travolti e mai contenti
non ci accorgemmo che il mese fu passato, tanto l'ardore
che ci fece schiavi.
E così IDDIO volle hai noi punirci così mi mise in questo scantinato
ed pittore morì del suo dolore,
onde per cui non poté trovare
l'oggetto del suo amore da riamare.
ed ora avviene che ogni cento anni vago per stanze
case e in ogni dove in cerca del pittore che mi fece...
e cambio oggetto del mio desiderio, e chi seduco
poco dopo muore...prima l'amore e dopo il crepacuore
dell'uomo che ci mette la passione
questa è la pena
che dovro' scontare se sto martirio voglio continuare
anche perché tu dovrai sapere che amo io,
non solo
con il corpo io entro tutta e lo faccio mio,
facendolo sentire
proprio nulla perchè lo faccio proprio tutto mio,
io entro
in lui...lo faccio scomparire.
Adesso abbracciami è ora di morire...
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