Dicitore
Vi sembra strano ma persin Morfeo
in una notte magica e stellata, venne invasato
da un sonno incontrollato, lui fu
rapito
da un sogno traditore che lo portò davanti
al suo Signore.
Se pure incredulo stranito e diffidente
si guardò intorno e vide delle vigne
campi di grano, ulivi in ogni dove,
c' erano orti pieni di verdure frutteti
pronti per essere raccolti e corsi d'acqua
colmi e rigogliosi.
e si vedevano, donne arare i campi
chi raccoglieva, e chi intonava canti
bambini che coglievano dei fiori
giovani in posa pronti per l'amore
e in ogni d'ove volavano gli uccelli
e boschi, e rade, e ruscelli vivi
quanti sorrisi, e quante fantasie tutti
al lavoro per cogliere un tesoro.
E se ne stava riposando un tipo
seduto sopra il tronco di ulivo
tagliato perché stanco di produrre
e all'abbisogna serviva in quel momento
al contadino che stava riposando
Con la paglietta col fazzoletto in mano
per asciugarsi il sudore in fronte
la sigaretta presa fra le dita, ed ogni tanto
tirava una boccata.
Sopra la tavola c'era pane e vino
ed un brocca di acqua così fresca
il cui profumo arrivava da lontano.
Lui si accorse ch' ero l'ha vicino
e con lo sguardo un poco da sornione
mi fece segno facendo l'occhilino
con una mano mi disse ...
Il Signore contadino
Vieni a vanti
devo parlarti... non aver paura... se vuoi
dell'acqua te la posso dare...prendi due
fichi te li puoi mangiare, un poco d'uva?
fa come se fossi venuto a casa tua.
Siedi...siedi fatti un po' di vino..e dopo
spiega da dove arriva tutto sto casino
che non riesco mai prender sonno
ed anche quando
devo lavorare tutti sti lamenti,
e pianti vari, possibile mai un momento
per restar sereni...per sino il grano
s'è sentito male, e poi quest'anno m'è
cresciuto nano, si è rifiutato
di crescere normale..
Qui non va bene...qui finisce male... vorrei
qual cosa che fosse più normale.
Poi eri sera finito di mangiare, stavo
fumandomi, un sigaro tranquillo, mentre
mi affacciavo al mio balcone, guardando in basso
ho visto la mia terra...e tu lo sai
non posso farlo sempre
ho anche le mie cose da curare...
ho visto il mare macchiato di petrolio
le acque sporche, che mettete dentro?
e poi le guerre...e ancora morti e morti
ma non vi basta la guerra nucleare
gente che muore uccisa dalla fame, donne
bambini, morire fra gli stenti, con tanti
soldi che si buttan via, gente arricchita
a danno dei pezzenti, preti fetenti
che si fanno i bimbi
la gente si lamenta e non fa niente
cosa pensate che un giorno arrivo io
e con un sacco vi porti la farina
con questi governanti che voi avete
vi lascerebbero ancora senza pane
invece di lavoro date droga, gente
in strada, senza un lavoro, governi corrotti
dediti allo spreco ed al rubare come fosse
un arte ma come fate a eleggere sta gente
ma ce l'avete un po' di dignità?
e , poi quando vi va male
tutti a pregare a rompermi le tasche,
a chiedermi giustizia e tanto pane
e giornaliero per giunta...e non sia mai
che ve lo mandi una volta al mese
mi richiedete la puntualità che gente
stolta è questa umanità.
E sono secoli che macinate acqua
pestate acqua sempre nel mortaio
ma non capite che sono sempre
i poveri pezzenti che fanno ricchi
i soliti potenti, e poi per premio
vi fanno pure servi, ed anche schiavi
se non avete i soldi per campare
e invece di menare bastonate
fate la fame e dopo mi pregate
che posso fare se non vi ribellate
vi fate dare tante randellate.
ATTO SECONDO ( Morfeo )
Siamo come figli di nessuno
disegni fatti apposta sulla carta
per esser cancellati con la gomma
di noi se resta siamo quasi ombra
qualc'uno con la faccia da puttana
venne a spigarci che siam consumatori
nessuno uomo nemmen lavoratori
e ci hanno detto d'esser sempre servi
schiavi del potere e dei potenti
negandoci un passato e un futuro
ne prosperoso nemmeno molto duro
Han dato spazio a quei padroni infami
che stan portando il mondo alla rovina
la gioventù non vive e viene uccisa
come se fossero insetti dalla droga
popoli immensi gettati in mezzo al fango
e le ricchezze ai popoli assegnata
da Te quando facesti il mondo
i criminali l'hanno fatta propria
nella mondezza stanno i figli tuoi
e senza orgoglio vagano silenti
senza protesta, ne manco un pretesa
e quelli giusti condannati a morte
da governanti degni della corda
per fare soldi uccidono speranze
donne bambini presi per la fame
e son ridotti a fetide latrine
i fiumi i laghi, e gli immensi mari
neri per il petrolio, e ricchezze varie
uomini indegni che rubano
alla gente persino l'anima per farli
respirare, e banche, e banche e banche ancora
e senza dare la terra a chi lavora
le fabbriche son chiuse e quelle aperte
non danno il pane neppure per i figli
sfruttano le donne e poi i bambini
i criminale messi a governare
dentro i governi e nell'economia gente
mafiosa dedita alla morte per pochi soldi
ammazzano i bambini
anche la chiesa si è sporcata adesso
e con i bimbi a consumato sesso
e il Santo padre ha perdonato tutti
che razza di sant'uomo è questo mai
e con le banche fanno affari loschi
poi fanno accordi con la corona sacra
usano in tuo nome per fare affari infami
per fare soldi bruciano anche boschi
e sono pochi gli uomini capaci di battersi
ogni giorno contro le protervie del potere
Tu lo sai io figlio di una terra
che non mi hai dato mai,
il desiderio di un contado mio magari
un agro, un albero che sò un somaro
e invece niente...e son partito per una meta
ingrata servo dei servi per campare un giorno
che razza di futuro m'hai donato
e sul lavoro battaglie e poi battaglie
per poi avere fondi di bottiglia
e adesso guarda al punto di partenza
e m'è passata pure la pazienza
ed ho lottato per rimanere uomo
e mi ritrovo che devo fare il servo
Il Dicitore
Lui ascoltava privo d'emozione
ed ogni tanto speluccava l'uva
mangiava un fico ed un bicchier di vino
un pezzo di formaggio e poi del pane
guardava il cielo, mangiava un'albicocca
e poi sputava il nocciolo per terra...
finito questo cominciò a fumare
prese Morfeo come fosse un figlio
strigendogli la mano per affetto
con una mano poi gli alzo il mento
dentro i suoi occhi si mise poi a guardare
lo guardò bene e cominciò a parlare...
ATTO TERZO
Il Signore Contadino
La vedi tutta questa terra com'è venuta
fertile, e ridente ed io che sono, e sono
quel che sono ciò lavorato una eternità
per mantenerla così come la vedi
ci devo dare dentro un'altra vita
e sto parlando della vita mia e non la tua
che dura un mio pensiero e forse meno
per essere sincero, e adesso
ti è scappata
la pazienza, che devo dire..
m'avete ucciso
un figlio che mi poteva dare un occhio
ai muli, ci vuole tempo,
ci vuole l'esperienza
e poi l'uomo è stupido di suo
io sto qua sopra
che posso farci io...io sono un Dio
non sono
un vostro servo...che faccio
devo fare stragi?
siete voi padroni del destino,
e non vi ho detto
di stare sempre fermi...si mio mio figlio
ha detto che dovete dare un'altra guancia
...sono ideali della gioventù ha detto anche
che bisogna dare a Cesare quello che è suo
e quello tuo se lui non te lo dà ...
vattelo a prendere tanto è roba tua
e stai tranquillo
che io non ti condanno
se prendi tutto quello
che non ti danno.
Io la mia terra l'ho regalata a tutti,
e non ho fatto ricchi e
servitori, ho fatto l'uomo
e l'uomo devi fare
ed ogni tanto fatti rispettare
e dillo pure che te lo detto
io ribellati e prenditi il governo
Rinuncia ad esser servo e fatti uomo.
E poi per quelli che stanno
in vaticano nessuno mai
gli han chiesto quel che fanno,
e se poi toccano i bambini
metteli in galera gettete via la chiave
che tanto in paradiso qui
comando io il primo che ci prova
ad entrare dentro lo faccio
rotolare la all'inferno e adesso vai
torna a lavorare scusami amico
adesso ho da fare ho tutte la mie stalle da pulire
e se non ti ho dato la terra da zappare
avevi un compito che devi completare
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