Mi sono avventurato ieri sera
appena terminata una pittura
in paesaggio fatto di paura .
Ero in un villaggio sfortunato
fatto di stagni e laghi puzzolenti
alberi morti e sterpi d'ogni sorta
e dalla terra uscivano fumenti male odoranti
e colori astrusi dal giallo zolfo al verde
di metallo, dal grigio chiaro al rosso di corallo
e mezze lune immense in mezzo al cielo
quarti di sole immersi nelle nebbie
dipinte di colori senza senso.
C'era una casa triste e diroccata
dipinta verso destra, con la strada
che non finiva ancora verso il lago
nascosto da un muretto fatto a pezzi
e fra due alberi salvi per fortuna .
Ancora verdi rigogliosi e in fiore
era legata un'altelena in corsa
e sopra era seduta una bambina
sulle ginocchia una gattina nera
chiamata dalla bimba primavera.
Con gli occhi belli come una pantera.
Che bella bimba con le trecce lunghe
due occhi grandi e verdi come il mare
era felice e sorrideva al mondo
che alle sue spalle stava per morire.
Sulla testa aveva un cappellino
dipinto da dei fiori e tanta frutta
prima scendeva e dopo si rialzava
ed ogni tanto cantava e sorrideva
e mentre verso il cielo se ne andava
senza di lei la sedia ritornava....
senza di lei la sedia ritornava...
senza...lei..... rnava...va
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