lunedì 26 luglio 2010

Il Pianeta dal Sole D' argento ( atto secondo Le novelle di MORFEO )

Sia pure intimorito, ma nello stesso tempo incuriosito  continuavo a camminare attento
ma poi d'un tratto tradito da un falso terrapieno, che nascondeva un buco nella terra
presi a scivolare nel dirupo, perdendo cognizione, in quel momento mi ritrovai, di pancia e faccia a terra
ma ripresi senza alcun malanno protetto dalle foglie e molta erba, dal sottobosco e un poco di fortuna.
Quando mi alzai, strofinai i miei occhi per quello che vedevo, e visto mai, tant'era bello, affascinante e nuovo
un mondo ed un paese assai diverso da quello che ogni uomo può pensare.
In questo argenteo mondo raccontato, un cielo immenso, e come nubi, sembravano tasselli di un dipinto, posate ad arte, tessere incollate quasi a donare a tutto quel gran fatto, misteri di poesia , e fantasia, giardini immensi con fiori ed alberi giganti, protesi in alto con rinnovato orgoglio frutti giganti, che se avessero avuto
i colori miei, senza esitare me li avrei raccolti, portati a casa proprio per mangiarli, e si vedevano lunghi corsi d'acqua, fiumi ruscelli, rigagnoli abbondanti, e poi montagne alte più del cielo sfioravano le nubi e pure oltre
con sfumature, colorate in grigio, argento bianco enorme fantasia, e toni vestiti di ombre e di ritorni degni d'amore nonostante tutto.
E sullo sfondo grande come un mare quella città, tutta d'argento, con capanne immense, un posto strano ma immensamente bello. Era una visione, tutta nuova e poi decisi di andarla a visitare, una città tutta da immaginare.
E così presi un tratturo accanto tutto in discesa ma facile da andare, ed intrapresi, la via interessata.
Fui veloce come se avessi avuto ai piedi miei le ali di mercurio messaggero. sempre veloce e sempre più leggero.Strada facendo intorno cose nuove, sassi diversi da quelli che sapevo, quando provai a lanciarne uno quando cadeva, si disperdeva tutto e poi d''un tratto come se fosse tutta calamita si ricercava e dopo si riuniva per ritornare ad essere lo stesso, e i rami ai bordi,  lunghi e resistenti, quando battevano sopra le mie mani, o li spostavo solo per farmi spazio, gettavano lamenti, e qualche volta sembravano risate quasi che fossero solo solleticate, da quelle che pensavano carezze. C' erano frutti pendenti profumati, siccome il tempo era già passato io cominciavo ad avere fame e stuzzicavano quei profumi dolci, semi gettati caduti sulla terra in pochi istanti diventan grandi spadendo frutti ed alberi sinuosi, si alzavan all'improvviso e poco dopo mi ritrovai d'un tratto, sopra una strato di terra pianeggiante davanti a me un lago gigantesco che raccontarlo qui mi manca il tempo.
E mi sembrava di star davanti a film, c'erano colline in quel paesaggio facevano cornice a tutto quanto, e le sue rive dolci, scendevano grandanti verso l'acqua, tutta pulita, linda, le onde silenziose, giocavano coi pesci dentro l'acqua, da quelli grandi, a quelli piccolini, o alle uova dei lucci  nuovi che in compagnia saltavano, ed emanavano segnali dalla bocca, che sintevano anche in lontanaza la mamma rispondeva e si tuffava giocando con figli numerosi, e poi salivano di tanto in tanto pesci mostruosi grandi, immensi, ma poi non erano aggrssivi, stavan buoni, erano sereni, senza rabbia e con i pesci che erano più nichi, stavano in simbiosi nessuno si aggradiva fra di loro e quelli grandi sembrava dinosauri, avevano le pinne per nuotare, e poi le usavano anche per giocare, con ogni essere presente dentro l'acqua, mangiavano le alghe per campare
e dopo sazi le vomitavano di nuovo, e poco dopo ricominciava il rito.
S'è fatto tardi è ora della cena, e là nei pressi un'albero un po' strano, con frutti fatti a forma di banana, nel loro argento sembran mezze lune, ne prendo una la sbuccio per mangiarla preso dal profumo che emanava
ed ogni frutto per me sembrava una ciliegia quando la mangio ha il gusto di una pesca, e quello poi che mi impressionato proprio quel frutto, che avevo divorato, ad un certo punto m'è bastato, dandomi senso, d'essermi saziato, di pranzo intero d'avere consumato e poco dopo mi sono addormentato, ma non potendo neppure immaginare quello che dopo mi stava ad aspettare, quando al mattino, mi dovevo incamminare e proprio questo che devo raccontare.

Nessun commento:

Posta un commento