lunedì 5 luglio 2010

IL PIANETA DELLE NOVE LUNE

Un tempo qui in mezzo alle colline
c'erano fiumi andanti verso il mare
s'accompagnavano con vigoroso orgoglio
ai voli degli aironi e di cicogne
canti  di uccelli ed armonie di foglie
che sussuravano l'andare di quel fiume
che ora si vergogna  d'apparire, che
oggi ha perso la sua virilità
Alle colline tacciono le fronde che son morenti
e il vento non li smuove, son troppo secche
e han voglia di morire.
Mancano all'appello gli animali
quelli che un giorno, cercavano ristoro
in mezzo ai boschi, da sopra le colline,
e dentro il mare, si sono ubriacati di veleni.
e di petrolio fatto rovesciare dentro il mare
per far dei ricchi, ancora più potenti
la leucemia a causa della guerra, sé
impadronita  degli ultimi rimasti
e volano giganti quegli insetti che un tempo
eran solo da  fastidio, fanno paura
adesso son padroni della terra.
uomini stolti, stanno nelle grotte
ed i bambini deformati e storpi
giocano ancora nonostante tutto
al gioco della guerra coi fucili
questa gentaglia non imparato niente.
E fu così che questa terra nostra
al tempo giusto mandò un messaggio
a tutto l'universo, per chiedere l'aiuto
a dei pianeti, ch'è non aveva voglia di morire
e otto lune tutte in compagnia fecero un viaggio
per la sorella Terra, lasciarono così un'altro
universo parallelo.
Andromeda ebbe compassione, e ci mandò
le lune per amore, tutto vano, e non bastò
l'azzurra protezione e fece prima la mano
del padrone.
Quando le lune vennero a trovarci, tutto finito
per colpa di quei porci

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