domenica 25 luglio 2010

La Casa... ( Le novelle di Morfeo...Noir )

Io vi racconto la novella antica,
di una casa nata come un fungo
in una notte umida, e paurosa
mentre la luna timorosa e scura
s'era nascosta presa da paura.

Dietro le nubi chieste ad un tramonto
che passeggiando, e vista così bella
le regalò per far da sentinella.

Stava nel bosco quella casa buia
a forma di castello molto antico
tredici finestre tutte buie
la luce non entrava e manco usciva
e si sentivano le voci nella notte.

Urla di donne, urla di bambini,
e uomini che chiedevano pietà.

Tredici tende tutte quante scure
venivano sbattute,da venti nuovi
tutti ululanti e richiamanti voci degli umani
e suoni freddi, di strumenti strani
sembravano le porte cigolanti
che ribattendo facevano rumori
scatenanti,pensieri di paure ributtanti.

E tutto attorno a questa casa strana
stavano giardini senza fiori, e prati
ed alberi ormai stanchi di campare
manco un pittore potrebbe colorare
la nebbia grigia che s'alzava attorno
Tanto era triste e buio quel paesaggio
che manco i fantasmi dimoranti attorno
di passeggiare mancavan di coraggio.

Sette gradini per poterci entrare
davanti ad  un portone grande enorme
e di colore scuro s'apriva con un alito
di vento, da sempre chi vi entrava
non usciva, sul frontespizio, un volto
di medusa faceva guardia all'infame
entrata.

Quando poi dentro si posava piede
la grande entrata, con dipinti antichi
vecchie battaglie, gesta d'eroi, dimenticati
e offesi. perché affiancati da quadri,
senza tempo satrapi , santi, grandi ammucchiate
di orge e di puttane dedite al culto, del sesso
ad ogni costo, demoni , e cristi dipinti
capovolti, con espressioni e volti deformanti
con ghigni e segni, di un modo trasognato
come se l'inferno avesse messo la firma
su quel posto senza sole.

Da questi quadri uscivano minacce
parole di vedetta, offese, e parolacce di bestemiatori
le meretrici mostravano le grazie con gesti e modi
e inviti assai eloquenti, con dei sorrisi, proposte
assai indecenti, ad ogni invito cambiavano espressione.

Uno scalone lungo con grande mancorrente
portava sopra...13 stanze tutte quanti uguali
senza una luce, manco una candela
ma illuminate...da lumi fatui, e auree vive
divaganti, e trasparenti, che chiacchieravano
con timbri insinuanti e acuti.

Un corridoio lungo senza fine, e proprio
al centro sopra un tavolino, soltanto un lume
che faceva luce e solo a turno veniva sostenuto
da tutte le viventi nel palazzo,
In ogni stanza, specchi tutti uguali,
e quadri, e statue sempre ricoperte
nessuno veda, nessuno può vedere
e in ogni stanza musiche diverse.

Son sempre chiuse le stanze della  casa
soltanto al tempo della luna piena
vi passa il lume in buona compagnia
per visitare lo stato della cose
i letti fatti, gli specchi son puliti
la polvere sui mobili immortali.

Le statue pronte ad essere contate
e  genti dipinte sopra i quadri
passeggiano silenti per le stanze
e si raccontano i fatti dell'eterno
ed hanno voci chiare e così forti
da dar più luce al lume della
casa...ma cosi forte da diventare
immensa, da illuminare tutta questa casa
e dall'esterno al tempo delle lune
vedono tutta la casa illuminata.

E questo accade una  volta l'anno
quando le anime dannate del giardino
escono tutte per dispensar "giustizia"
in quella notte chiamata degli streghi
spengono stelle e ammazzano le lune
rubando luce a chi chiede vita
e cade sabbia proprio dalle dita
e a tutti quanti rubano la vita

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