E non ti sento...
lontano come sei
confuso fra le voci, che ...
Parlano e vogliono sentire
un tuo respiro,
un alito velato di vendetta
per questo male,
che infetta quelli che dici sono
figli tuoi. Figli? si ...
Del nulla se quel silenzio
che ora ci proponi
ha avuto forza
d'essere urlo silente , amaro
dei campi di sterminio.
Urlo solcato dai venti,
che han fatto muti
i pianti di pietà, e rese
sterili i seni delle madri
gettate in pasto
in bocche dell'inferno
fosse comuni per essere scordate
senza peccati
e solo per amore
decisero di farsi per pudore
E SOLO PER AMORE !
Schiave della morte per la vita.
E non ti sento,
sordo come sei
ai morsi della fame, all'igiustizia
all'arroganza, alle prepotenze,
di chi ha scalato la torre di Babele
dei potenti, e con la frusta
della tua parola, mantiene
a bada persino le colombe che son ferite
come se fossero cerberi d'inferno.
Mentre s' anela fra gli ultimi del mondo
a far giustizia nel segno della pace.
Io non ti sento ..
forse per le urla delle genti
di quei bambini donne
e condannati perché collusi
con chi chiede pace,
collusi con l'amore
e con i giusti dietro
le sbarre del'incomprensione
nelle galere dell'indifferenza
dell'ignoranza che già di servi ne ha fatti tanti,
perché sorpresi dai tramonti infami,
cantati da sirene dell'inferno.
Io non ti sento perché ho dolore
e rabbia del passato,
per il presente che manca al mio richiamo,
per un futuro che aleggia come un gufo,
e i moti di speranza sono rari
come quei giorni che sembrano felici
e se magari lo potessi fare,
almeno uno lo voglio
regalare a una colomba
che ha voglia di volare
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento