Capita a tutti solo una volta nella nostra vita
di dover morire per procura,
senza volerlo, abbiamo già firmato,
il giorno stesso, in cui ognuno è nato.
Però di questo il nostro Duce amato,
chissà perché non ne fu informato,
sicuramente, per evitare il fatto che in caso di un annuncio,
lo sventuro, venisse torturato poi evirato.
Fu cosi nell’anno del signore che il nostro Marmittone,
alle 17 del 17 di venerdì del 2017 dovette fare le valigie in fretta
mentre operava s’una bella tosa, tirò le cuoia
fra impeti di gioia di chi aspettava questo lieto
evento come se fosse la nascita d’ un bimbo.
Ma qui c’è sempre chi va contro corrente,
piangevano, traviate, con le veline in testa,
i servi, i cechi ed i porta borse,
parlamentari ormai senza mestiere,
i mamma santa, e i ladri di mestiere, piansero preti,
i vescovi, e prelati, e tutte quelle che lo chiamavan papi.
Ci furono pomposi funerali, i presidenti, capi e monarchie
rappresentati con i gonfaloni, suonarono campane a tutto spiano,
e nel percorso per giungere alla tomba, ci furon quelli
che per sentirsi vivi, gettarono per terra,
non solo fiori, ma preservativi per ricordare il grande contributo,
che questo uomo diede al suo paese.
Ma più di tutti piangevano, megere necessitate a cambiar mestiere.
In pompa magna giunse su nel cielo, la limosine,
con bibite e champagne, la valigetta con il book di donne,
qualche documento per le firme, per gli ordini,
che lui doveva dare, quattro “Esperte” addestrate
e già pagate, date in regalo in caso che “ Gli occupanti”
ponessero, pregiudizi vari, per il suo avvento
e la requisizione per un castello, che lui voleva avere
come dimora, non sia mai, che er mejo del pianeta,
dovesse vivere in posti poco acconci.
Per il suo rango, quello è il posto giusto.
Non era poi convinto dell’evento,
mostrava insofferenza, “il giovanotto”. Lui stava in coda,
e da poco tempo ma d’aspettare non aveva genio.
Cominciò a suonare come un pazzo ad imprecare,
come un ossesso, urlava ai quattro venti.
- Cos’è sta fila dove son finito, chiamate la milizia
fate strada, da quanto in qua un capo di governo
si mette a far da fila a dei pezzenti. Prima i potenti,
e poi i nulla tenenti, e se m’aggrada ciò naturalmente.
Lui non sapeva, per questo s’arrabbiava, che si trovava
nell’area dell’attesa, da essere dappoi selezionati
e tutti quanti venivano fermati , per esser visitati
e poi inviati, al posto giusto per la permanenza.
Comunque questo, non lo sopportava ,
e si occupò d’andare da l’usciere, e di chiamare
anche un dirigente, che desse agio a questa sua esigenza,
che aveva proposte alternative,
del modo più opportuno e intelligente,
per gestire il cielo e il paradiso,
e fece il nome del santo conosciuto,
c’avea il potere di aprir le porte, perché da sempre aveva quelle
chiavi che aprono la strada al paradiso.
- Come non sai, allora è vero che non leggi niente,
tu non mi sembri un tipo intelligente,
bastava leggere il mitico Morfeo, lo sanno tutti
che Pietro è licenziato ormai da tempo,
a causa di mazzette e prostitute in cambio
di favori in paradiso, se tu aspetti,
e ti metti in fila ti fo’ parlare col capo delle poste e telecomunicazioni,
e che fa anche da pubbliche relazioni.
È Gabriele, quello che annunciò il lieto evento,
al tempo della nascita del Cristo.
Non fù contento ed obbiettava
che qui mancava la democrazia, uno come lui,
parlare con un servo chi, che sia,
invece d’interloquire subito col supremo
che secondo lui, bramava di parlare col suo pari.
E visto che non v’era alternativa, decise di aspettare quanto basta,
per rendere pariglia al cherubino , che dopo
cento anni poi arrivò avendo in capo
la scritta di postino e nella mano
la lettera d’invito, per renderlo più degno d’andare al Suo cospetto.
Cribbio! , cominciò a inveire, che razza di servizio
è questo mai, sono cent’ anni che io sto aspettando,
a far la coda come negli ambulatori delle A.S.L. ,
mi sembrava di stare ad aspettare la pensione,
o ancora peggio un posto di lavoro,
pensavo d’essere arrivato al mio paese
dove la vita è fatta sol di attese
e tutte quante vengon disattese.
Gabriele conoscendo il tipo gli l’impose
di calmarsi e tanta boria non era proprio il caso
e che in quel posto si era tutti uguali,
e che i cent’ anni dell’attesa sua ,
in casa loro era un solo istante
e che doveva tenere i toni bassi
tanto quanto era la statura.
A Napoloni uscivano i fumi dalle orecchie …
Continuò il vecchio Gabriele, facendo invito
al nuovo suo inquilino, di entrare e visitare
senza illusioni, alcuni spazi destinati ai nuovi,
e poi soggiunse in tono di domanda :
Mi è giunta voce, che ti sei portato alcune carte
con dei provvedimenti, che renderebbero,
meno complicata la vita in questo posto,
sono compresi, i comportamenti, alcune regole, di novità e giustizia
e qualche obolo usata come tiket per rendere più uguali tutti quanti.
E continuando, con cipiglio greve
impose al nano di lasciare fuori,
le maialine nella limosine, che dentro non potevan andare
a visitare i posti di saggezza e pulizia dovuto al padrone della casa.
Avanti parla e dimmi che proponi,!
e poi il tuo programma lo proporrai a Lui
e se decide quello che tu speri, andrai a sederti
alla destra sua visto che ti piace stare a destra.
In primo luogo, e , solo al momento
voglio tenere un rapporto paritario, ma dopo ridiscutiamo tutto,
e non sia mai che alcuno si permetta, di camminare avanti un solo passo
tutti quanti che calzino ciabatte.! Non sono basso son solo poco alto.
Voglio un ‘alcova con giovinette tese solo
al sollazzo, e pochi emolumenti,
il cambio delle stesse tre volte a settimana
e niente giornalisti in mezzo ai piedi, niente processi,
come tu sai io sono un impedito, sempre legittimo e senza turbamenti.
Niente controlli e tutti i cherubini li voglio in parlamento,
che siano servi ma anche tutti uniti, niente sinistra, ne contraddittori,
solo una una voce e che sia la mia, a Lui lo facciamo presidente,
per fare in modo che non serva a niente.
Poche proposte in alternativa, voglio questo posto sia efficiente
non son venuto a fare l’inserviente
se tutto questo non mi vien concesso io
me ne torno da dove son venuto.
Il Gabriele scuoteva ormai la testa,
non riusciva a rendere civile l’ira funesta di un uomo senza senno,
anche lassù in cielo non capiva, ed è per questo che non la finiva
e continuava senza dar modo al nostro Cherubino
di controbattere in modo intelligente
Il Marmittone, continuava intanto,
ed affrontò la parte più importante quella dei soldi,
che gli stanno a cuore.
Dobbiamo far pagare una tariffa a tutti quelli che arrivano
ogni ora, di giorno , notte, e non c’è mai riposo, e sono tanti,
e molti son pezzenti, soltanto un ‘un euro, o magari due
la quota e bassa, ma non mettiamo tassa, due euri solo
e dopo rivedremo le tariffe, per quelli ricchi possiamo farne a meno
tanto son pochi che ce ne facciamo, e ancora meno
sono coloro che muoiono malati, e dopo tutto come sempre ho detto,
è sacra la proprietà privata, ed è per questo che non va toccata.
Se i diseredati non potran pagare, faremo dei centri d’accoglienza,
mettiamoli al limbo, ma solo se sono belle,
per i maschietti, le donne vecchie e magari brutte
usiamo pure gli spazi dell’inferno, sono abituati non si lamenteranno.
Con tutta questa terra, questi ulivi, e sti vigneti,
c’è troppo spazio utilizzato a verde, diventa spreco e questo non va bene
Quanto danaro si potrebbe fare, facendo costruire tante case,
e grattaceli, e centri commerciarli, strade, autostrade, ed aeroporti,
magari qualche casa a luce rossa.
Tutto quanto entra nelle casse lo usiamo per speculare in borsa,
o ci compriamo per venderla ai ragazzi, la droga il cui guadagno
poi va riciclato, ma quante idee, mi vengono quest’oggi
sono un vulcano, caro Gabriele guarda questo book vedi che ragazze?
E non mi dire che non sono gnocche, ma quanti anni
sono che non ne provi una, quando il tuo padrone
vedrà ste belle figlie, sarà contento, io qui ci sto portando l’allegria.
Allora si, potranno dire che è , davvero un grande paradiso.
Sai ora che ci penso che ne dici fare una T V “ TELE ETERNA “
già me la vedo con miliardi di telespettatori
di ieri e di oggi, si divertirebbero davvero
e poi BONGIORNO è qui già da molto tempo,
siamo vantaggiati, non ti pare?
E se qualcuno dovesse protestare, contro i violenti ed i contestatori,
uno speciale corpo militare che spezzi i reni ai facinorosi,
e se ci sono anche comunisti, instaureremo
la nostra dittatura pugno, di ferro, ci vuole disciplina
governo forte che li punisca in modo giusto,
se c’è bisogno la fucilazione.!
E per facilitare il traffico fra tra paradiso, il limbo, e poi l’inferno
facciamo costruire un grande ponte che unisca tutti quanti in un afflato.
Quanto parlava, e quante ne diceva.
Ed arrivaron dopo un lungo viaggio, davanti alla magione del padrone,
Gabriele disse al suo novizio di aspettare, farsi annunciare,
per dare il tempo anche al padre eterno di prendere in esame le proposte,
rendersi conto del grande strafalcione che aveva combinato
mettendo al mondo quel pazzo scatenato.
Sua eternità se pure chiuso nella sua magione
aveva udito quella discussione, al sol pensiero,
che avesse immaginato di costruire sopra il seminato,
sopra i suoi campi sopra i suoi vigneti e rendere un deserto il paradiso,
fatto di colline, e corsi d’acqua, verdi colline, foreste e molti armenti,
ed ogni tipo di fauna e flore. Ci aveva messo un eternità.
Solo l’dea, gli fece andare il capo fuori posto,
si disperava il povero vecchietto e si sbatteva la testa contro il muro,
e si diceva: Ma cosa ho fatto per meritare questo!
Se pure di minchiate, ne ho combinate, tante,
questa poi è talmente grande che manco io mi posso perdonare
per quanto buono misericordioso , non posso cancellarmi questo errore.
ho dato a questo uomo tutto il potere,
tutta la fortuna, che se l’avessi regalata a mezzo mondo
avrei salvato mezza umanità da stenti fame e gravi privazioni.
Quello che peggio è che si crede un dio,
ma dove siamo, io non gioco in coppia,
e non divido a mezzo con nessuno,
e mi vorrebbe fare presidente, ma questa è bella,
a me che sono Iddio mi vuole degradare a suo inserviente.
E poi si crede bello e intelligente,
e sembra sino che tutto l’universo l’abbia fatto lui
in un solo in giorno mentr’io ci misi una settimana.
Adesso gli devo una lezione! Vai Gabriele
e digli pure che mi hai detto tutto, che son rimasto impressionato
al punto che accetto tutto e che lo accolgo come lui è degno,
e che ho un premio destinato a lui per
ingraziarlo per quanto ha fatto in vita.
Tutto è compreso in un mio saluto. Dai fallo entrare ..
che ci penso io.
Gabriele fece avanzare a passo assai deciso
il putto pazzo verso la stanza dove c’era il Padre.
Era felice il sempliciotto ignaro
Uscì una voce forte prepotente, e poi tuonando
si rivolse al folle, volgendogli le spalle,
mentre con gli occhi guardava la finestra, per regolare
la nascita del sole, che stava dando
vita al suo mattino … e poi l’ impose …
facendo un sorrisino … VIENI AVANTI CRETINO!
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