martedì 8 febbraio 2011

IL VECCHIO CHE AVANZA

Passò la notte, in quella buia stanza
il figlio del Dio padre,
ad aspettare,
che Angelo dal cielo lì venisse

a prelevare un 'anima supina
che non aveva voglia di morire
ma sì, come stanco, timorato al punto
cercava l'ora per chiudere la storia.

Stava nascendo il sole, un poco pigro
e c'era una fessura, una smagliatura
che nella stanza faceva da ferita.

Come una spada entrava da quel posto
la luce  chiara fresca e mattutina
non era ancora giorno per davvero.

Ed è però i primi uccelli al rovo
cantavano la fame al primo raggio.

Ed in quel mentre come all'improvviso
da quella spia entrava Gabriele
quasi con fare, ardimentoso e vile,

impose al Figlio, di fare il fagottino
e venir via, come del posto fosse
stato il ladro.

Hei! hei! dai fatti lesto, qui non c'è tempo
dobbiamo andare via! prima che il sole
investa tutto il mondo.

Dai su  prendi sto sudario e fallo veste
che fai i capricci? datti un po' da fare
che non non ho tempo ,
qui non ci puoi stare.

Se vengono a saperlo siamo fritti,
hanno sbagliato
non eri tu  quello d'ammazzare.

C'è stato solo un cambio di persona
adesso vieni che ti spiego dopo
stanno arrivando le donne del paese
se quelle sanno, fra un po' lo sanno tutti
il cece in bocca non lo san tenere.

S'incamminarono l'Arcangelo ed il Santo
lungo la strada che porta in paradiso
e dopo aver dovuto camminare,
per strade campi montagne e le colline
dovettero fermarsi per mangiare

Alla locanda del " Servo del Signore"
si misero seduti ad aspettare e poi
l'arcagelo comincia a raccontare.

Devi sapere e tu non puoi saperlo
che il Giuseppe fece una preghiera
voleva un figlio che non gli veniva
a sessant'anni dove vuole andare ...

Lui ci provava però, e non era cosa
un'impotenza che non si può contare.

Cominciò pregare tutti i giorni,
e poi la notte non stava zitto mai,
il padre esterno stanco dei suoi preghi,
diede mandato ad un cherubino
che risolvesse questa situazione
quel pover uomo non ne poteva più.

Doveva procurare una pulzella
per compiere il mandato del Signore,
vide al  laghetto una verginella,
ancora acerba, e ignara d'ogni sesso,
ignara dell'amore e dell'evento
che serve a copulare sul momento.

Il cherubino bello come il sole disse all'ignara
il nome di Giuseppe raccontò che dopo
l'atto fatto sarebbe diventato solo un uomo
con le sembianze di uomo assai maturo.

Per porre calma  all'ira del Signore
poiché geloso e molto moralista.

Giuseppe se ne stava dietro un rovo
e di nascosto, vedeva le sue gesta
si ricordava al tempo, dell'amore
di quando anch'egli di imprese ne faceva.

Ma bisognava dar risposte al fatto
che scritture parlavano di  un rabbi
che avrebbe dato la vita proprio in croce.

E fu così che il furbo
cherubino compi due volte
l'atto del'amplesso e furono due
i figli della colpa.

Ma il mondo
che è preso sempre in giro, di figli ne
conobbe solo uno.

Uno è scappato se ne andato in Cina
e sei rimasto tu che stamattina
ti trovi morto al posto di quell'altro
per decisione proprio di tuo padre
che tira ai dadi ogni decisione.

E  chi c'è, c'è, non glie ne frega niente
se paga il figlio, oppure un conoscente,
e lo decise una sera a casa,
stava bevendo un po' di malvasia,
mentre mangiava della parmigiana.

Sai con l'età dovrebbe bere poco non si controlla
ed ogni tanto sbaglia, non c'è nessuno che può
dirgli niente, perché lui dice che se pure sbaglia
per tutti i buoni c'è sempre il paradiso.
ma  anche qui ci prende per coglioni.

 Sai c'è un paese proprio sotto
i piedi che è già corrotto dai soldi e dai padroni
e come leader ci ha messo Berlusconi.

Persino Benedetto si è convinto
che mettere in croce un figlio
od un paese  non fa rumore
se quando uccidi  sai parlar d'amore

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