martedì 15 febbraio 2011

IL CIMITERO DI BARCHE

Danno di sponda,

e giocano con l'alghe

quelle barche messe

a riposo perchè si son stancate

troppo lavoro son proprio malandate.


Stanno la in fondo a quella riva a manca

che un dì li accolse al canto delle onde

che gorgoglìo ... sapeva d'allegria!


E quando è sera all'ombra del tramonto

vanno le sirene a riposare,

e prima ancora di mettersi a dormire

raccontano alle stelle figlie della luna

tutti i segreti dell'umanità.


Un cane abbaia, ed un gabbiano

riprende il volo per tornare al nido ...

l'ultimo grido prima di dormire.


Ma il tempo passa e

sulla spiaggia intanto

si son sedute le conchiglie morte

ricci di mare a farle compagnia

l'onda è più corta per non farle male

porta  la sabbia e stelle d'ogni forma

e tanto sale che non si scioglie più.


Anche le barche hanno perso il nome

ma non è stata neppure la memoria,

il sole ne ha mangiato la vernice.


Ed eran nomi, di pensieri e donne

c'era Cristina decorata in rosso

c'era la Pinta, il Masnadiero, il Fiocco,

Lucia, la Neve e Santa Maria e c'era anche

la Vergine del mare, solo che adesso

tutti questi nomi

poco per volta se li è rubati il mare.


Come son tristi le barche

senza nome ...

eppure in parte poco se ne vede,

è come un cimitero di persone

abbandonate all'onde di burrasca

tanto passato e sale nel futuro

messe in balia dei venti della vita

Nessun commento:

Posta un commento