Danno di sponda,
e giocano con l'alghe
quelle barche messe
a riposo perchè si son stancate
troppo lavoro son proprio malandate.
Stanno la in fondo a quella riva a manca
che un dì li accolse al canto delle onde
che gorgoglìo ... sapeva d'allegria!
E quando è sera all'ombra del tramonto
vanno le sirene a riposare,
e prima ancora di mettersi a dormire
raccontano alle stelle figlie della luna
tutti i segreti dell'umanità.
Un cane abbaia, ed un gabbiano
riprende il volo per tornare al nido ...
l'ultimo grido prima di dormire.
Ma il tempo passa e
sulla spiaggia intanto
si son sedute le conchiglie morte
ricci di mare a farle compagnia
l'onda è più corta per non farle male
porta la sabbia e stelle d'ogni forma
e tanto sale che non si scioglie più.
Anche le barche hanno perso il nome
ma non è stata neppure la memoria,
il sole ne ha mangiato la vernice.
Ed eran nomi, di pensieri e donne
c'era Cristina decorata in rosso
c'era la Pinta, il Masnadiero, il Fiocco,
Lucia, la Neve e Santa Maria e c'era anche
la Vergine del mare, solo che adesso
tutti questi nomi
poco per volta se li è rubati il mare.
Come son tristi le barche
senza nome ...
eppure in parte poco se ne vede,
è come un cimitero di persone
abbandonate all'onde di burrasca
tanto passato e sale nel futuro
messe in balia dei venti della vita
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