Tutti eccitati, quel giorno in paradiso
il padre eterno non stava nella pelle
dopo tanto tempo e tanta attesa
poteva riabbracciare il proprio erede.
Aveva messo sopra i comodini,
sopra il como', e tappezzato
con grandi manifesti
tutte le pareti in paradiso
la foto di suo figlio il grande Rabbi,
e ripeteva con molta convinzione
che adesso arriva il figlio del padrone
e finalmente mi darà una mano
a governare questa mia magione.
Fece agghindare la tavola imbandita
con vino acqua ed ogni bene suo
si preparò una grande torta che fu donata
da un pasticcere di fama siciliana
poi mise i santi, le sante i cherubini
seduti tutti in ordine d'età, e poi gli arcangeli
i putti musicanti per festeggiar l'avvento
"del ragazzo", e poco dopo s'udiva
un gran silenzio...
Passi felpati striscianti, quasi stanchi
che gran fatica venire sino qui.
Il padre vide , venire avanti un uomo
le cui sembianze erano diverse ...
e un po' inquietante, per la verità
Tutto emaciato, col volto tumefatto
con piaghe e segni persino sopra il petto
gambe spezzate e faccia sanguinante
con piedi e mani bucate, col corpo
a pezzi a causa di frustate.
E dopo nudo ... nudo come un verme
e qualche Santo di questo ne rideva
P. - Ma tu chi sei, chi è che t'ha invitato
da quando in qua, entrano i pezzenti
e così nudo! ... un po' di dignità!
Ma oggi è festa, sto aspettando un figlio
ti dò il permesso, di presentarti e dire
che cosa vuoi che si venuto a fare
ti metterò coi servi ...puoi mangiare!
F - Io sono Geova sono figlio tuo, lo sono
di Giuseppe, e di Maria, e sono morto
per volere tuo, sopra una croce,
da una settimana, e questo tempo
è stato necessario, fra burocrazia
il funerale, il tempo di tornare a salutare ...
ho perso tempo col solito Tommaso
e Maddalena che mi voleva vivo.
E come vedi ora sono qui, come tu
volevi son venuto, e adesso
non mi riconosci più
Come t'aspettavi di vedermi,
dopo quel martirio, quell'infamia,
le botte prese, i calci sulla faccia
frustate date sulla carne e molti lembi
finiti in bocca ai cani, e chiodi, e spine in testa
gettato nella polvere ho strisciato
proprio come un verme. e tutto questo
non mi sollazza il cuore.
Ed io ci vengo, ascolto il tuo comando
e tu mi tratti come fossi un cane,
mi dai vivande certo, magari pure bevo
e mi ristoro, ma come un servo,
che ti ha fatto grande
non come un figlio
ma come un sottomesso.
P - Sono tuo padre mi devi del rispetto
non hai diritto di richiamarmi e dire
che t'ho trattato come figlio indegno
tratto i miei figli allo stesso modo
e adesso chinati davanti al padre tuo
sei in paradiso e il capo sono io
non devi dare mai cattivo esempio
poiché procuri insana ribellione.
Di questi tempi sarebbe grande errore.
E presentarti davanti ai santi, ai putti
del tutto ignudo, ma non avevi
un manto per coprirti ... magari un telo,
che fosse degno della tua venuta?
e quella croce sempre sulle spalle,
adesso basta mettila da parte
che fai tu vieni a pranzo
con la croce in spalla?
mi sembri un contadino
di Calabria oppure un'operaio della Breda.
Dai vieni avanti che ti presento a tutti
Ecce homo questo e figlio mio!
F -Io son venuto, soltanto per volere
di mio padre perché un giorno
mi promise un posto alla sua destra
a dispensar giustizia ed amnistie, e po'
d'amore per l'umantà quella che soffre
e muore fra gli stenti, e poi combattere
i soliti potenti che di mestiere fanno
i governanti, i re, i prepotenti e gli assassini
prendendo per le ghette tutti quanti.
P - Che ti sei messo in testa o giovanotto!
alla mia destra si .. ma chi comanda
son sempre io ... il capo del reame
non c'è nessuno rapporto paritario
avrai il posto si ... ma ci vuol tempo
sopra il seggio già ... ma a babbo morto.
F- Sei suscettibile iroso ed anche ingiusto
e a far del male provi anche del gusto
non so venuto a prenderti il potere
ma solo per spiegarti un po' di cose
che occorre sistemare e molto in fretta
prima che la gente perda il senno
e si rivolga tosto ad altri dei che
hanno orecchie e molto meno lingua.
Devo avvertirti che han trovato ingiusto
uccidere tuo figlio, messo in croce farlo
incolpare di colpe inesistenti,
e poi al momento di salvarlo in fretta,
tu stavi in altri fatti affacendato
ed io siccome uomo e dedito a tuo detto
non ho voluto usare i miei poteri.
P- Che io ti diedi ... non scordarlo mai !
Se tu d'appresso hai deciso altro
che vuoi che dica sono affari tuoi
di figli ne ho talmente tanti
che per contarli ci vuole troppo tempo.
Ebbene si hai sofferto molto,
morire in croce per un semi DIO
sicuramente non s'attaglia molto,
meglio morire solo di vecchiaia.
E poi d'altronde quanti sono stati
i poveracci finiti sulla croce
o morti per violenza, assassinati solo per potere,
o peggio ancora morti per l'antica
avrebbero per questo men ragioni
di lamentarsi di quanto stai facendo?
E se il dovessi intervenire sempre,
chi guarda poi le cose mie ... l'impero?
E poi le anime te le sei scordate?
pensi sia facile fare il padre eterno,
non sto giocando!
e tutto questo io lo sto facendo
per costruire solo il tuo avvenire,
vorresti mica andare a lavorare?
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