sabato 19 febbraio 2011

IL PADRE PADRONE ( Parte prima)

Tutti eccitati, quel giorno in paradiso
il padre eterno non stava nella pelle
dopo tanto tempo e tanta attesa
poteva riabbracciare il proprio erede.



Aveva messo sopra i comodini,
sopra il como', e tappezzato
con grandi manifesti
tutte le pareti in paradiso
la foto di suo figlio il grande Rabbi,
e ripeteva con molta convinzione
che adesso arriva il figlio del padrone
e finalmente mi darà una mano
a governare questa mia magione.



Fece agghindare la tavola imbandita
con vino acqua ed ogni bene suo
si preparò una grande torta che fu donata
da un pasticcere di fama siciliana
poi mise i santi, le sante i cherubini
seduti tutti  in ordine d'età, e poi gli arcangeli
i putti musicanti per festeggiar l'avvento
"del ragazzo", e poco dopo s'udiva
un gran silenzio...


Passi felpati striscianti, quasi stanchi
che gran fatica venire sino qui.


Il padre vide , venire avanti un uomo
le cui sembianze erano diverse ...
e un po' inquietante, per la verità

Tutto emaciato, col volto tumefatto
con piaghe e segni persino sopra il petto
gambe spezzate e faccia sanguinante
con piedi e mani bucate, col corpo
a pezzi a causa di frustate.


E dopo nudo ... nudo come un verme
e qualche Santo di questo ne rideva



P. - Ma tu chi sei, chi è che t'ha invitato
      da quando in qua, entrano i pezzenti
      e così nudo! ... un po' di dignità!


      Ma oggi è festa, sto aspettando un figlio
      ti dò il permesso, di presentarti e dire
      che cosa vuoi che si venuto a fare
      ti metterò coi servi ...puoi mangiare!


F - Io sono Geova sono figlio tuo, lo sono
      di Giuseppe, e di Maria, e sono morto
      per volere tuo, sopra una croce,
      da una settimana, e questo tempo
      è stato necessario, fra burocrazia
      il funerale, il tempo di tornare a salutare ...

      ho perso tempo col solito Tommaso
      e Maddalena che mi voleva vivo.



     E come vedi ora sono qui, come tu
     volevi son venuto, e adesso
     non mi riconosci più



     Come t'aspettavi di vedermi,
     dopo quel martirio, quell'infamia,
     le botte prese, i calci sulla faccia
     frustate date sulla carne e molti lembi
     finiti in bocca ai cani, e chiodi, e  spine in testa
     gettato nella polvere ho strisciato
     proprio come un verme. e tutto questo
     non mi sollazza il cuore.



    Ed io ci  vengo, ascolto il tuo comando
    e tu mi tratti come fossi un cane,
    mi dai vivande certo, magari pure bevo
    e mi ristoro, ma come un servo,
    che ti ha fatto grande
    non come un figlio
    ma come un sottomesso.



P - Sono tuo padre mi devi del rispetto
      non hai diritto di richiamarmi e dire
      che t'ho trattato come figlio indegno
      tratto i miei figli allo stesso modo
      e adesso chinati davanti al padre tuo
      sei in paradiso e il capo sono io
      non devi dare mai cattivo esempio
      poiché procuri insana ribellione.

      Di questi tempi sarebbe grande errore.


     E presentarti davanti ai santi, ai putti
     del tutto ignudo, ma non avevi
     un manto per coprirti ... magari un telo,
     che fosse degno della tua venuta?

     e quella croce sempre sulle spalle,
     adesso basta mettila da parte
     che fai tu vieni a pranzo
     con la croce in spalla?
     mi sembri un contadino
     di Calabria oppure un'operaio della Breda.

     Dai vieni avanti che ti presento a tutti
     Ecce homo questo e figlio mio!

    
F -Io son venuto, soltanto per volere
    di mio padre perché un giorno
    mi promise un posto alla sua destra
    a dispensar giustizia ed amnistie, e po'
    d'amore per l'umantà quella che soffre
    e muore fra gli stenti, e poi combattere
    i soliti potenti che di mestiere fanno
    i governanti, i re, i prepotenti e gli assassini
    prendendo per le ghette tutti quanti.

P - Che ti sei messo in testa o giovanotto!
     alla mia destra si .. ma chi comanda
     son sempre io ... il capo del reame
     non c'è nessuno rapporto paritario
     avrai il posto si ... ma ci vuol tempo
     sopra il seggio già  ... ma a babbo morto.

F- Sei suscettibile iroso ed anche ingiusto
     e a far del male provi anche del gusto
     non so venuto a prenderti il potere
     ma solo per spiegarti un po' di cose
     che occorre sistemare e molto in fretta
     prima che la gente perda il senno
     e si rivolga tosto ad altri dei  che
     hanno orecchie e molto meno lingua.



     Devo avvertirti che han trovato ingiusto
     uccidere tuo figlio, messo in croce farlo
     incolpare di colpe inesistenti,
     e poi al momento di salvarlo in fretta,
     tu stavi in altri fatti affacendato
     ed io siccome uomo e dedito a tuo detto
     non ho voluto usare i miei poteri.


P- Che io ti diedi ... non scordarlo mai !
     Se tu d'appresso hai deciso altro
     che vuoi che dica sono affari tuoi
     di figli ne ho talmente tanti
     che per contarli ci vuole troppo tempo.
     Ebbene si hai  sofferto molto,
     morire in croce per un semi DIO
     sicuramente non s'attaglia molto,
     meglio morire solo di vecchiaia.


    E poi d'altronde quanti sono stati
    i poveracci finiti sulla croce
    o morti per violenza, assassinati solo per potere,
    o peggio ancora morti per l'antica
    avrebbero per questo men ragioni
    di lamentarsi di quanto stai facendo?

    E se il dovessi intervenire sempre,
    chi guarda poi le cose mie ... l'impero?

    E poi le anime te le sei scordate?
    pensi sia facile fare il padre eterno,
    non sto giocando!
    e tutto questo io lo sto facendo
    per costruire solo il tuo avvenire,
    vorresti mica andare a lavorare?

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