mercoledì 13 aprile 2011

CERINA E' LA MIA TERRA

Cerina è pigra

e si distende sin dal primo sole

poi si regala,

ai raggi seduttori

e s'imbianca vestendosi d'amore.


E  sente i fremiti

di un vento ammaliatore

denso dei profumi degli ulivi,

degli oleandri

e il grano in piena estate

che pettinandosi

con le spighe in festa,

mostra ai papaveri

come si fa all'amore.


Com'è ruffiana

Cerina in piena estate

con le sue strade accompagnate a fiori

sembra una donna pronta a fare sesso

e quando è l'ora di suonare al vespro

cantano in coro e sembrano gelosi

i campanili,

e c'è qualcuno che

vuol suonar più forte

come un bambino

per stare in prima fila.


 E poi i fantasmi

di una Cerina  antica

magari ombre, sogni senza pace

e voci, e luci e sguardi,

e poi carezze, e baci,

finiti chissà come in un cassetto

di cui non son padrone

perché il mio tempo

l'ha cancellato tutto.

Ma dentro me rimasto

un grande alone.

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