venerdì 29 aprile 2011

CAMPI ...

E  LUI ... è lontano scompare davanti

alla fame ... l'ingiustizia...

abbandona ogni cosa

e si dirada davanti alla rabbia di donne

che strigono al petto

le vecchie carcasse

dei figli colombe ignare

della loro fine

del loro olocausto.

Ed è tanta ... profonda

la mia amarezza

che annego fra lacrme

e sangue gettate

seminate nei campi d'accoglienza

simili di più ai campi della vergogna

della morte e dello steminio

dell'uomo sull'uomo.


Dove se pure non fumano i camini

l'odore la puzza di morte

è la stessa

l'indifferenza è la stessa ...

i morti sono uguali

 e son tornati più scarnificati

che mai persino le anime vaganti 

di Levi di Tzevi, di Davide

e Giuda a gridare lo scempio

che han fatto dei servi,

le donne i bambini e i vecchi saggi

 andati a fare concime in terre sterili

dove ogni fiore ha paura

di dare i suoi frutti.



Ma Lui è lontano un puntino infondo

ad una notte che dura,

da quando la ragione

s'è perduta con la pietà, con

il cuore ucciso

dai sassi dell'ignoranza,

lanciati  dalle bestie del potere.



La bestia non dorme mai.


E questo sole dopo il tramonto si scorda

di far rinascere il giorno

perchè Lui ha trovato

casa nel cuore dei potenti

e li difende

per  non essere sfrattato

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