E LUI ... è lontano scompare davanti
alla fame ... l'ingiustizia...
abbandona ogni cosa
e si dirada davanti alla rabbia di donne
che strigono al petto
le vecchie carcasse
dei figli colombe ignare
della loro fine
del loro olocausto.
Ed è tanta ... profonda
la mia amarezza
che annego fra lacrme
e sangue gettate
seminate nei campi d'accoglienza
simili di più ai campi della vergogna
della morte e dello steminio
dell'uomo sull'uomo.
Dove se pure non fumano i camini
l'odore la puzza di morte
è la stessa
l'indifferenza è la stessa ...
i morti sono uguali
e son tornati più scarnificati
che mai persino le anime vaganti
di Levi di Tzevi, di Davide
e Giuda a gridare lo scempio
che han fatto dei servi,
le donne i bambini e i vecchi saggi
andati a fare concime in terre sterili
dove ogni fiore ha paura
di dare i suoi frutti.
Ma Lui è lontano un puntino infondo
ad una notte che dura,
da quando la ragione
s'è perduta con la pietà, con
il cuore ucciso
dai sassi dell'ignoranza,
lanciati dalle bestie del potere.
La bestia non dorme mai.
E questo sole dopo il tramonto si scorda
di far rinascere il giorno
perchè Lui ha trovato
casa nel cuore dei potenti
e li difende
per non essere sfrattato
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