Tredici gradini e sino in fondo
la luce stanca
per farti compagnia
finiva proprio li.
Dove la terra comincia a pavimento
dove ogni ombra cammina con vergogna.
Dove ogni voce ti abbraccia come
come il cuore.
Forse una mano con un grembiule addosso
dove ogni passo cammina dentro un fosso
dove ogni grigio ha una sua ragione.
E la ragione non si trova mai.
E si va caccia della fantasia.
Ci si fa ricchi pensando ad un domani
che non arriva adesso
ne tanto meno mai
e per finire bene la giornata
attorno al desco senza una tovaglia
si gioca a far le cene
ed ogni tanto scappa una bestemmia
come sempre si mangia
nelle amare sere
soltanto pane con le olive nere
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento