sabato 5 marzo 2011

VITE DI STRADA

Non dirada mai la nebbia

in questi posti,

scompaiono le case,

i lampioni ...s'intimidiscono

e ovattano le luci ... nella notte

...son fuochi fatui

si possono capire.


Non si sa mai

potrebbe fare giorno...

Un desiderio, o forse un'illusione

Vana è l'attesa,

e tutto intorno

è come un grande mare

un muro immenso

senza via d'uscita

non si ha il coraggio di camminare svelti

com'è lontana l'estate della vita

con il fardello delle primavere.


Meno sicuro ... se vi sarà un ritorno,

anche se poi qualche

ombra intorno,

si fà coraggio ...

e intona un canto ... forte

una poesia, una litania, od un

richiamo muto ma assordante.


Qualche parola,

troppo sotto voce forse ... un respiro

... no! è il cigolio di una vecchia porta

che se ne  chiude in fretta, intimorita

sembra un latrato di cucciolo impaurito


Solo cappotti, o giacche infreddolite

camminano da sole, coi corpi

che vagano silenti dentro i pensieri


che  nostante il freddo

non  trovano mai una mano

per scaldarsi, anche un bracere

può sembrare un cuore,

QUESTA CITTA' E' TUTTA

UN'ALTRA COSA


Si sono cancellate

da questo posto infame

anche le case, e solo le finestre ...

che guarda caso sono illuminate

sembrano lumini abbandonati

è un gioco di candele nella nebbia

mosse dagli occhi che non stanno fermi

e contano i gradini di una chiesa che per

timore  nasconde il campanile.


Ma non è tardi, quando è notte fonda

illumina i bordi di questi maciapiedi,

il fuoco ardente del mestiere antico

donne consunte, dallo sguardo amaro

con tanta rabbia, da far bruciare

il mondo, e poi cercando di vedere

al buio, ci dicono in faccia

e senza torto alcuno ...

 Noi siamo il pasto di tutti quanti loro,

dei benestanti, dei ricchi e dei potenti

I soliti vampiri del potere

e intanto nella notte serva ... supina

i passi vanno ...la notte se ne muore

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