Non dirada mai la nebbia
in questi posti,
scompaiono le case,
i lampioni ...s'intimidiscono
e ovattano le luci ... nella notte
...son fuochi fatui
si possono capire.
Non si sa mai
potrebbe fare giorno...
Un desiderio, o forse un'illusione
Vana è l'attesa,
e tutto intorno
è come un grande mare
un muro immenso
senza via d'uscita
non si ha il coraggio di camminare svelti
com'è lontana l'estate della vita
con il fardello delle primavere.
Meno sicuro ... se vi sarà un ritorno,
anche se poi qualche
ombra intorno,
si fà coraggio ...
e intona un canto ... forte
una poesia, una litania, od un
richiamo muto ma assordante.
Qualche parola,
troppo sotto voce forse ... un respiro
... no! è il cigolio di una vecchia porta
che se ne chiude in fretta, intimorita
sembra un latrato di cucciolo impaurito
Solo cappotti, o giacche infreddolite
camminano da sole, coi corpi
che vagano silenti dentro i pensieri
che nostante il freddo
non trovano mai una mano
per scaldarsi, anche un bracere
può sembrare un cuore,
QUESTA CITTA' E' TUTTA
UN'ALTRA COSA
Si sono cancellate
da questo posto infame
anche le case, e solo le finestre ...
che guarda caso sono illuminate
sembrano lumini abbandonati
è un gioco di candele nella nebbia
mosse dagli occhi che non stanno fermi
e contano i gradini di una chiesa che per
timore nasconde il campanile.
Ma non è tardi, quando è notte fonda
illumina i bordi di questi maciapiedi,
il fuoco ardente del mestiere antico
donne consunte, dallo sguardo amaro
con tanta rabbia, da far bruciare
il mondo, e poi cercando di vedere
al buio, ci dicono in faccia
e senza torto alcuno ...
Noi siamo il pasto di tutti quanti loro,
dei benestanti, dei ricchi e dei potenti
I soliti vampiri del potere
e intanto nella notte serva ... supina
i passi vanno ...la notte se ne muore
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