Me la ricordo tutta
questa infamia
nascosta fra i camini
fumi di carbone
e ciminiere di sogni andati in fumo
quando alla stazione di Torino
dormivano i terroni della Grecia
le scarpe rotte
e in tasca cento lire
le ultime rimaste per sognare
per non andare a piedi
perchè indietro
non si può tornare.
I freddi inverni senza
un cappotto addosso
mani infreddolite scaldate
a più non posso da labbra
screpolate, sempre nascoste
per rubar parole nel tentativo
di non restare zitti in quella
nebbia che ci ha fatto schiavi
con tanta rabbia
e poco pane a casa
senza un futuro, e col passato
in tasca
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