mercoledì 8 settembre 2010

IL PIANETA DAL SOLE D'ARGENTO ( Le novelle di morfeo atto terzo)

C'eran due soli a illuminare il tutto, uno alla destra
e l'altro alla sinistra, uno era nano grande come l'una
 e l'altro grande quasi a dismisura, si compensavano
pensai è la natura per quanto strana occorre rispettarla.
La città, perché sembrava tale, era lontana, e non capivo
nonostante tutto,  e da lontano tutto sembrava enorme
minareto, con cupole, campanili e case basse, tutto
illuminato sempre a giorno.
stavo pensando a tutta sta bellezza quando sentii,
una mano con tre dita, che prende la mia mano
e mi accompagna se pure fredda e ruvida essa era
decisi senza spaventarmi, di farmi accompagnare
anche perché, cominciò a guidarmi e verso
l'alto, insieme si volava con un rumore, simile
a zanzara, ma non si andava molto molto
in alto, solo a mezz' aria senza timori, neppure
contraccolpi in poco tempo arrivammo
appunto a Bechaech città meravigliosa
sede di governo e di regine, giacché
i maschi venivano ammazzati, mangiati
dalle femmine, ingrate, subito dopo la
riproduzione questo mi disse Thutzut che
mi portava a spasso.
Scendemmo a terra, per fare quattro passi
mi resi conto che il mio accompagnatore
di umano aveva molto poco, durante il viaggio
non l'ho guardato in faccia, per i timori che presero
la mente, ma quando sceso a terra l'ho guardato
ed era nudo, nudo come un verme, con una pancia
fatta come un uovo senza ombelico, senza manco
un pelo, ma il corpo magro, con due fori, proprio
sulla fronte e senza bocca solo con buco, e non
parlava com e facciamo noi comunicava solo
con la mente, come una di trasformatore,
parlavano le lingue universali, e si nutrivano solo
di verdure almeno questo mi par d'aver capito.
Vi devo raccontare che era giorno di mercato,
e noi passammo davanti ai venditori, ed era strano
vedere sopra i banchi quelle  verdure chiamiamole cosi
che ripriducevano a dozzine, invece di pagare con
monete scambiavano i semi con la frutta, le foglioline
con verdure vere, e c'era anche il banco degli scambi
degli esseri viventi, e si scambiavano, i maschi con le
femmine, ed accadeva anche per i cuccioli, e poi da canto
c'erano le ceste dove mettevano delle enormi uova
solo in futuro io avrei compreso che nelle uova
c'erano gli esseri  abitanti di sto pianeta chiamato
al secolo P- H-23 che stava a destra  del pianeta
XERT sita in ORIONE nella sua cintura.
Quanti animali e tutti quanti buoni, ammaestrati
per fare compagnia, per lavorare, ma hanno un dono
possono parlare almeno, per come lo sanno fare loro
e sono usate le bestie di cui parlo per dar consigli
a chi non ha giudizio, chissà perché li chiamano
animali.
Lui si fermato a fare un pò di spesa, e superato
l'area del mercato, abbiamo camminato per un'ora
prima giungere al suo villaggio fatto di capanne
sembravano capanne fatte con l'argilla, l'intonaco
perfetto senza rughe, e le strade tutte illuminate
con l'energia, che loro chiamano PNOR, e luce
eterna me l'ha spiegato lui, rubata al sole
energia pulita, che non danneggia e che costa
poco, solo tre foglie ogni 4 lustri,ma per pagare
le spese per l'mpianto che dura sino 50 SLURT
(lustri). Poi m'ha invitato a casa sua per rimare per
passar la notte, prima cenare, e dopo andare a letto
intanto assistere se lo volevo io alla riproduzione
che ogni sera su ordine obbligato, dell'impero
era necessario per l vita...ed anche questo lo devo
raccontare...troppo importante per non dover vederlo.

Nessun commento:

Posta un commento