domenica 2 ottobre 2011

IL PREMIO

Suor Guglielmina è giunta novantenne,

proprio all’ora della dipartita

fu sfortunata.

Mentre mangiava il giorno del digiuno

poiché il signore vede proprio tutto

la punizione per sto peccato brutto …



Decise che era ora di finirla,

non è la prima volta che fregava

così decise con la morte di punirla.



Per tre giorni la misero sdraiata

e le sorelle Intorno a raccontare

le sue virtù tutti i suoi gesti

per la santità.



Quanto pregava, e quante opere pie,

mai un peccato ha sempre perdonato,

tutta la vita sempre a LUI

s’è donata, s’è conservata ,

lei se consacrata poiché

lei è sposa del signore.



Che devo dire non s’è mai toccata,

e giuro, giuro non s’è mai lavata

neppure per lavarsi la natura

a novant’anni, come na creatura

chissà il signore come sarà contento .



E’ santa è santa ve lo dico io

a quest’ora sarà già con dio.



E Guglielmina giunse in paradiso

ma stava in coda, quanta,

tanta gente avanti

e poi siccome camminava piano

quelle più aitanti passavano davanti

erano tutte belle, un po’ succinte,

tutte graziose e ricche di virtù

c’erano attrici, commesse e le veline

insomma un paradiso … che bambine!



E lui il padre eterno ne godeva,

di ste bellezze Lui se ne beava.



Fatele entrare, portatele giù in fondo

che questa sera facciamo un po’ di festa.



niente di che una chiacchierata e dopo

a fine di serata facciamo quattro salti

e dopo a letto, senza peccare mai

naturalmente, se è vero amore

non è mai peccato, e se non è amore qui

davanti a me dove lo trovi se non in paradiso.



Ma anche il padre eterno può scordarsi.



La Guglielmina sentendosi tradita

stava aspettando , non era spazientita

e poi siccome era passato tempo

stava mangiando sporcandosi anche il viso

qualche buon cibo quello di paradiso.



Fu vista a caso proprio dal portiere.



chiamò il gran vecchio che era un po’

Impaziente e lui arrivò col viso rubicondo.



Cos’è sta puzza aprite le finestre,

non v’accorgete che qui ci puzza l’aria

chi è sto lordo che non s’è mai lavato?



E Guglielmina timida e ossequiosa disse:



Dolce signore son io, che mi sono offerta

per il desio di restarti accanto,

e per potere dimostrare amore,

da quando sono nata

solo per te non mi son lavata,

solo per te mi sono

conservata poiché io sposa

in te mi sono consacrata.



Il grande vecchio ch’è di palato fine

poco gradì l’invito della vecchia.

E io con tutto questo bene mio

dovrei cercar sollazzo co sta pazza

ma guarda questa che s’è messa in testa.



Chi glie la detto di non darla mai …

A novant’anni chi vuoi che possegga

proprio perché non l’hai data mai.

Tu stai punita,

Io per stasera vado a divertirmi, con tutto

Il bene mio che m’attende …

Mettetela la in piazza alla fontana a

sciorinare i panni, tende e le mutande.



Fategli un bagno, mandatela all’inferno.



E adesso vado che io sono atteso,

non sono attratto dalle false sante,

in paradiso se ci vuoi andare

un po’ di bene al mondo devi fare e

poco dopo se ne  andò a dormire.

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