martedì 23 novembre 2010

FIGLI DI ODISSEO

Noi siamo figli di
un tempo che non passa.

Eterni eredi di un
Odisseo che viaggia,
senza una meta e
senza alcun destino.

Muoiono barche
che lente sopra il mare
cantano storie
di vite nate morte.

Lasciare il posto
dove è nato il sole
e gli occhi han visto,
sorridere la luna.

I nostri viaggi,
ormai senza ritorno
son solo barche
abbandonate in mare,
senza ragione
per ritornare a riva.

Si lascia  il posto,
dove si vuol morire.

Invidio Ulisse,
che nonostante tutto
è ritornato all'amata terra,
Penelope viva l'ha visto ritornare.

Soltanto io
che non non ho avuto barche,
quella in cui  vivo,
è ferma già da un pezzo
 in mezzo a un mare e non ha  più
 tempo neppure d'aspettare.

Alla mia terra
non posso più tornare.

Il sangue si fà amaro
come la terra, 
che mi porto dentro
se pure è calda
sento tanto freddo.

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