Noi siamo figli di
un tempo che non passa.
Eterni eredi di un
Odisseo che viaggia,
senza una meta e
senza alcun destino.
Muoiono barche
che lente sopra il mare
cantano storie
di vite nate morte.
Lasciare il posto
dove è nato il sole
e gli occhi han visto,
sorridere la luna.
I nostri viaggi,
ormai senza ritorno
son solo barche
abbandonate in mare,
senza ragione
per ritornare a riva.
Si lascia il posto,
dove si vuol morire.
Invidio Ulisse,
che nonostante tutto
è ritornato all'amata terra,
Penelope viva l'ha visto ritornare.
Soltanto io
che non non ho avuto barche,
quella in cui vivo,
è ferma già da un pezzo
in mezzo a un mare e non ha più
tempo neppure d'aspettare.
Alla mia terra
non posso più tornare.
Il sangue si fà amaro
come la terra,
che mi porto dentro
se pure è calda
sento tanto freddo.
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