domenica 18 dicembre 2011

LA PULA


Me lo ricordo
come fosse un sogno
vissuto in una sera
in piena estate.

Il grano profumava …
come un fiore
ancor più intenso …

E dentro s’è fermato.

Lasciandomi incantato …

     … Innamorato.

Profumi antichi,
sempre più indiscreti.

E quante volte
lo sai me l’ho sognato …
tutte le volte
nel cuore mio … una festa.

Ma quanto è triste
sentirne nostalgia

Profumi dell’estate
e poi la gente
son diventati
fantasmi nella mente.

Il fieno sparpagliato
sulla strada,

con quanta foga
si batteva il grano
e poi la pula
se la portava il vento
entrando dentro
gli occhi dei bambini
che non curanti
battevano i piedini
sopra quel grano
che se ne rideva
sembrava che
giocasse insieme a loro.

I vecchi che
guardavano la luna
e le ragazze
in cerca dell’amore
cucivano il corredo
ago e filo
mentre la luna giocava
a nascondino
e il grande amore .

Che non tornava più.

E poi Selene
mandava tutti a letto
Spegneva il sole
e risplendeva lei,
per vanità.

O forse … per amore.














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