giovedì 26 gennaio 2012

NEVI D'AUTUNNO

Ricordi Elisa ... il posto delle more

quando l'autunno

era ancor bambino

e a piedi scalzi,

ci veniva incontro

senza un sorriso ...

Andava lentamente

e rispettoso giocava

a nascondino

in mezzo ai rovi.

Poi  raccoglieva

il rosso delle more

e delle bacche

... lo  dipingeva

sulle  labbra tue 

tenere e calde come

ciliege, baciate

dalla luna  in primavera

e le tue gote, due rose rosse

buttate sulla neve

e abbandonate.

Ed una notte il gelo della brina

le ha sedotte sono rimaste

la per molto tempo ...

sempre più fredde

ad aspettare un raggio

mai arrivato.

Ricorda Elisa il tuo sorriso

che quasi caldo

come le tue mani,

coglieva il freddo, quello mio

 e lo rinchiudeva

in quella cella che tu chiamavi

cuore ... forse fu amore
                   
                ma io

      non l'ho sapevo

E poi le sere,

con fuori il freddo,

la neve che cadeva

      dolcemente

noi dentro un bar,

a chiacchierare

tenendo nelle mani

un sol bicchiere

nel tentativo

di scaldarci il cuore.

che stava fuori

ad aspettare il tram.


Adesso ci troviamo dopo tanto

abbiamo gli occhi

ma non ci vediamo

le nostre rughe stanche

       come gli occhi

sono più fredde

di quella neve antica

che sè posata

sopra i nostri cuori

se pure caldi

senton troppo freddo

come la neve caduta

in quell'autunno.

Quando le more

giocavano all'amore.








 

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